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19, a Lecce non è un semplice numero. Non lo è quando lo vediamo su quella maglia giallorossa. Ci ricorda chi ha scritto un pezzo di storia di questo club con addosso quella casacca contrassegnata da quel numero. 

Stiamo parlando di Javier Ernesto Chevanton, uno che con quella 19 giallorossa ha fatto sognare un’intera generazione di tifosi. Gol, magie, punizioni imparabili e vittorie impossibili. Con lui in campo non avevamo paura di nulla e tutto poteva accadere.

15 febbraio 2004

Sono passati 22 anni dal 15 febbraio 2004. Eppure, ripensando ad una punizione del Lecce la mente di tanti tifosi va subito alla perla di Chevanton contro il Milan di 22 anni fa. 

Poco distante dal limite dell’area di rigore, l’attaccante uruguaiano ha pennellato una traiettoria impossibile da prendere anche per un fenomeno come Dida, con la palla che ha sorvolato la testa dei campioni rossoneri, infilandosi alle spalle dell’estremo difensore brasiliano, gonfiando la rete e facendo impazzire il Via Del Mare. Sotto la Nord. Con l'iconica immagine del centravanti giallorosso che scaraventa per terra il gonfiabile della Pepsi mentre tutti i compagni lo abbracciano festanti. 

8 febbraio 2026

Un po', per un attimo e anche qualcosa di più, la punizione segnata ieri da Lameck Banda ci ha ricordato quella di Javier Ernesto Chevanton. La posizione, il rumore del piede sul pallone e il tonf della rete sono stati uguali uguali, e pure l’esultanza sotto la Nord ci ha ricordato molto quel momento. Poi c’è il numero di maglia, Banda 19 esattamente come Chevanton. Possiamo dire, senza ombra di dubbio, una punizione nel segno del numero 19. 

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La curiosità

C’è un’altra coincidenza che rende tutto magico, speciale, da Lecce. Ieri Chevanton, come si può vedere dalle Instagram stories pubblicate attraverso il suo profilo ufficiale, dopo 6 anni dall’ultima volta, è tornato al Via Del Mare. È stato in Curva Nord a tifare il suo Lecce, la squadra per la quale fa il tifo anche adesso che non gioca più a calcio.

Un exo'19 che guarda l’attuale 19 segnare. Ecco, qualcosa di strano, particolare, assolutamente irripetibile ieri è successo. E forse è una coincidenza, o forse è qualcosa che doveva accadere. 

Di sicuro il Lecce è qualcosa che può diventare magico, e che magico è diventato per davvero in una domenica pomeriggio di febbraio. Un’altra domenica di febbraio. 

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