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Quando hai talento, e non fai davvero nulla perché questo passi inosservato, è impossibile che nessuno se ne accorga. In campo, infatti, si nota subito chi dà del tu al pallone, chi tratta la sfera in modo diverso, chi è abituato a infiammare il pubblico con giocate d’alta scuola, magari provate per anni e anni in allenamento o per strada.

Hamza Rafia, centrocampista giallorosso arrivato a Lecce in questa sessione di mercato, ha la caratteristiche giuste per diventare un giocatore fondamentale per la formazione di D’Aversa. A dire il vero, sembrerebbe quel tipo di mezz’ala che lo scorso anno ha inseguito invano Baroni, il quale, ad un certo punto, ha fatto di necessità virtù, spostando Remi Oudin sulla linea di centrocampisti, per disporre di maggior qualità in quelle zone di campo.

Abbiamo visto poco di Rafia con la maglia del club salentino. Ma, in quel poco, sembra esserci tanto e, soprattutto, paiono potersi trovare anche potenzialità ancora inespresse, quelle che, per forza di cose, potrebbero uscire con il tempo e con una condizione fisica migliore.

Rafia punta l’uomo, non ha paura di tenere il pallone tra i piedi, non ha timore a tentare la giocata o il passaggio illuminante ed ha la personalità giusta per spronare anche i suoi compagni, da leader del nuovo Lecce che sta nascendo. Per adesso non lo abbiamo visto accompagnare l’azione con veemenza, sfruttando inserimenti propizi o spazi lasciati dagli avversari ma, come scrivevamo poc’anzi, tutto questo potrebbe derivare da una preparazione atletica che sta condizionando il rendimento del talento tunisino in fase offensiva.

Chi crede che l’ex Juventus sia tutto dribbling, finte e doppio passo, però, deve assolutamente ricredersi. Ieri, in un test probante contro una squadra che lo scorso anno ha conquistato il quattordicesimo posto nella Liga Spagnola, Rafia ha lasciato emergere anche le sue doti in fase difensiva, con un aiuto costante, quantomeno fino a quando le gambe hanno retto, ai suoi compagni di reparto.

Chiaramente, con questo articolo non vogliamo celebrare nessuno, anche perché trattasi, come chiaro da quanto indicato sul calendario, di semplice calcio d’agosto. Gli aspetti da migliorare ci sono ed alcuni risultano anche evidenti: come, ad esempio, la capacità di passare il pallone al momento giusto, evitando magari qualche tocco superfluo che ritarda i tempi di gioco propri e dei compagni di squadra.

D’Aversa sa di dover lavorare parecchio ma è consapevole di avere a disposizione materiale umano disposto a farlo. Rafia può diventare un centrocampista determinante in questo Lecce. Tocca a lui, adesso, dimostrare di aver raggiunto un grado di maturità tale per poter giocare stabilmente in A, come pensavano i dirigenti della Juventus fino a qualche stagione fa. 

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