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Di Mariano suona la carica: "Il gruppo è unito, dobbiamo essere da Lecce"

Scritto da Andrea Sperti  | 
foto Giulio Paliaga

Francesco Di Mariano, attaccante esterno del Lecce, è tornato in campo sabato scorso contro il Parma dopo un periodo di stop dovuto ad un problema fisico. 

L'ex Venezia oggi ha rilasciato un'intervista a La Gazzetta dello Sport, nella quale ha parlato del suo infortunio e della voglia che ha di riconquistare la massima serie con addosso la maglia giallorossa.

CONDIZIONE FISICA - “La condizione generale è al 70-80%. Per fortuna possiedo caratteristiche come il recupero molto veloce sul piano fisico.Ho saltato 6 gare ma sono state disputate in 20 giorni e non mesi, nel corso dei quali ho giocato e mi sono allenato. 

Va decisamente meglio per quanto riguarda il problema muscolare, che ho avuto all'inserzione dell'adduttore sinistro e si creato sopra un quadro pubalgico in fase acuta. Comunque riesco a conviverci. Quando mi riscaldo diventa impercettibile. Prima era un doloro serio. Passerà. Con il riadattamento al lavoro sparirà tutto”.

FALLI SUBITI - “Tendenziamente subisco molti falli. Figuriamoci poi nel mio ruolo di esterno, giocando sempre contro il terzino ed il raddoppio della mezzala. In quel ruolo ”a voglia se ne ho prese di botte dure". In questo torneo ricordo molto bene l'entrata assurda di Boben contro la Ternana".

OBIETTIVI - “Il mio primo reale obiettivo in questo momento è aiutare la squadra a vincere il campionato, anche senza i miei gol. Se poi dovessero aggiungersi assist e reti ancora meglio. Il mio grandissimo desiderio è quello di festeggiare la promozione qui a Lecce”. 

ESULTANZA PER IL FIGLIO - “Mio figlio è ancora piccolo. Rimarrà ancora più contento se potrò festeggiare una promozione da dedicare sia a lui che a mia moglie Gioia. Sono coloro a cui devo tutto , perché mi stanno vicini in tutti momenti. Sono molto fortunati”.

DA RACCATTAPALLE - “Quando facevo il raccattapalle osservavo Cuadrado e Muriel e mi piacevano molto i colpi di Di Michele”.

TOTTI E LA ROMA - “Ho imparato la grandissima umiltà di Totti. Mi è rimasto impresso ciò, oltre al grandissimo calciatore solare, scherzoso e professionista. Nelle 8 panchine e allenamenti tra prima squadra e Primavera ero pronto ad assimilare tutto ciò che vedevo sul campo. Ovviamente sperava nella chance, ma non è arrivata, del debutto in A con la Roma. Lì ho conosciuto mia moglie e ora ci vivo. Ad oggi è la prima casa".

GRUPPO LECCE - “Molto simile a quello del Venezia della scorsa stagione. Tutti remano nella stessa direzione e non ci sono individualismi, anche perché Baroni è bravo a martellare e tenere tutti sul pezzo. Tutti siamo affiatati, se così non fosse a questo punto della stagione non avremmo fatto più punti del Lecce dello scorso anno”. 

SPRINT FINALE - “Dobbiamo cercare di recuperare la lucidità mentale, oltre che la condizione fisica. Bisogna essere pronti anche con la testa, visto che mancano poche partite ed i punti sono pesanti. Bisogna stare sempre sul pezzo, in qualsiasi momento della gara e qualsiasi cosa succeda. Dobbiamo essere da Lecce. Le fatiche si fanno sentire per il gioco che facciamo. Ma comunque siamo sempre lì. Adesso è importante vincere più gare possibili e dare la mazzata al campionato”.

BARONI - “Mi ha sorpreso per la professionalità, la sincerità e la schiettezza. Avverto in lui ciò che ho provato per Zanetti. Sono gli allenatori che mi hanno dato di più”.


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