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È ricoverato in quarantena nel reparto Malattie Infettive dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce un uomo di 70 anni, a cui è stato separato il microorganismo imputabile del colera. Le sue condizioni di salute sono buone. Lo ha comunicato con una nota l’ASL di Lecce. Il dipartimento di Prevenzione ha eseguitol'indagine epidemiologica da cui risulta che l’uomo avrebbe assunto alimenti a rischio”.

Sono in corso gli accertamenti comunicano dall’ASL e spiegano che: “Per la tipizzazione del vibrione, da parte dell’Istituto Superiore di Sanità, mentre l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Puglia e della Basilicata, svolgerà le indagini di laboratorio sugli alimenti assunti dal paziente e sulle acque utilizzate dall’uomo che non sono provenienti dall’Acquedotto. Poiché il paziente è risultato positivo ad altro microrganismo responsabile di sintomatologia gastroenterica non si esclude - continua il comunicato - che il vibrio Cholerae isolato sia del tipo non tossigeno e dunque non pericoloso». Anche i familiari dell’uomo sono sotto sorveglianza ed hanno effettuato esami di laboratorio. «La situazione - concludono dall’Asl Lecce - è sotto controllo, sia sotto il profilo sanitario che epidemiologico».

COS’È IL COLERA?

Il colera è una malattia infettiva acuta di origine batterica, determinata dall'enterotossina del Vibrio cholerae. Si contrae principalmente attraverso l'ingestione di cibo o di acqua contaminati e si manifesta con diarrea abbondante e dolori addominali.

Il vibrione del colera sopravvive molto bene nelle acque potabili (da 7 a 14 giorni) e nei fiumi (uno o due giorni), mentre è particolarmente sensibile alle elevate temperature.

COME SI CONTRAE IL COLERA?

In condizioni igienico-sanitarie scadenti, i vibrioni del colera possono inquinare le acque destinate all'alimentazione umana o all'irrigazione, con conseguente contaminazione dei prodotti ortofrutticoli. Inoltre, i vibrioni del colera sono dotati di notevole resistenza nell'ambiente esterno e possono sopravvivere nelle acque superficiali di ruscelli e fiumi; le falde inquinate possono anche raggiungere il mare Per questo motivo, un veicolo di trasmissione importante è rappresentato dal pesce, dai frutti di mare e da altri prodotti ittici, se consumati crudi o poco cotti. Le mosche e la manipolazione diretta di alimenti da parte di malati e portatori, favoriscono la diffusione della malattia.

Nelle aree endemiche, espone al rischio di contrarre il colera anche bere bibite con ghiaccio o acqua imbottigliata senza controlli e lavare la frutta, la verdura e le stoviglie con acqua contaminata. Anche l'igiene personale diventa una pratica quotidiana che può esporre all'infezione.

Per tutti questi motivi, l'isolamento ospedaliero dei malati è estremamente importante ed obbligatorio per legge.

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