header logo

Il tempo può lenire il dolore, ma non può cancellare il ricordo. Ieri, 25 aprile, in occasione della sfida di campionato contro l’Hellas Verona, l’U.S. Lecce ha dimostrato ancora una volta che il legame con Graziano Fiorita è destinato a restare eterno.

Prima del fischio d’inizio, durante le fasi di riscaldamento, i calciatori giallorossi sono scesi sul manto verde del "Bentegodi" indossando una t-shirt nera con la scritta "Graziano" in giallo, grande e ben visibile al centro del petto. Un gesto semplice ma carico di significato, compiuto a un anno esatto da quel maledetto 24 aprile 2025 che ha cambiato per sempre la storia recente del club.

Il ricordo di un "compare" speciale

Graziano Fiorita non era un semplice membro dello staff; per 23 anni è stato il battito del cuore pulsante della società salentina. La sua scomparsa, avvenuta a soli 47 anni a causa di un infarto fulminante durante il ritiro di Coccaglio, ha lasciato un vuoto incolmabile tra i "suoi" ragazzi.

I giocatori che oggi hanno indossato quella maglia sono gli stessi che un anno fa affidavano ai social messaggi strazianti. Da Wladimiro Falcone, che lo chiamava affettuosamente "comparema", ad Antonino Gallo e Federico Baschirotto, che ancora oggi portano nel cuore i suoi abbracci e le sue parole di conforto. Fiorita era l’uomo che lavorava nell'ombra, capace di "aggiustare le anime" oltre che i muscoli, spesso sacrificando il tempo con la propria famiglia per il bene del suo Lecce.

Un'eredità indelebile

Il tributo odierno a Verona è solo l'ultima tessera di un mosaico di ricordi che il club e il territorio hanno costruito in questi dodici mesi. Dalla celebre "partita bianca" di Bergamo, giocata senza sponsor e loghi come atto di resistenza emotiva, all'intitolazione del campo principale del centro sportivo di Martignano. Anche la nascita di un club in suo onore a Botrugno e i gesti di solidarietà di ex compagni come Ciccio Cosenza testimoniano quanto Graziano fosse amato.

Le maglie nere con la scritta gialla sono state tolte pochi istanti prima del calcio d'inizio per permettere ai giocatori di indossare la divisa ufficiale, ma il messaggio è arrivato forte e chiaro: il nome di Graziano è inciso ovunque. Come aveva scritto la moglie Azzurra, i suoi piedi continuano a calpestare il manto verde insieme a quelli dei suoi ragazzi, e il Lecce, anche oggi, ha corso con un uomo in più in campo.

Ciao Graziano, il Salento non ti dimentica.

Un punto che fa bene solo alla classifica. Il Lecce si sveglia tardi
Investimento sui binari tra Squinzano e Brindisi: treni in forte ritardo sulla Bari-Lecce