Graziano Fiorita, un anno dopo: il cuore trema ancora

Dalla tragica mattina di Coccaglio alla maglia bianca di Bergamo, fino all’abbraccio di Botrugno: ricostruiamo passo dopo passo l'eredità indelebile dello storico "compare" giallorosso.
A un anno esatto da quel maledetto 24 aprile 2025, il Salento si ferma ancora una volta per ricordare Graziano Fiorita. Non era un calciatore, ma per 23 anni è stato il battito del cuore pulsante dell'U.S. Lecce.
L’alba del dramma: Coccaglio, 24 aprile
Tutto ha inizio in una silenziosa mattina di aprile a Coccaglio, nel bresciano, dove il Lecce è in ritiro per preparare la sfida contro l’Atalanta. La notizia arriva come un fulmine: Graziano, 47 anni, "figlio d'arte" che aveva ereditato la passione dal padre, viene trovato senza vita in camera. L'esito dell'autopsia sarà impietoso: un infarto fulminante durato pochissimi secondi.
Il club, sconvolto, decide l'immediato rientro nel Salento. I social diventano un altare: Wladimiro Falcone scrive: "Solo chi ti ha conosciuto saprà il vuoto che lasci... Ti voglio bene comparema, per sempre". Antonino Gallo ricorda con incredulità le risate e le lunghe chiacchiere: "Ancora stento a crederci. Buon viaggio compare mio". Anche Federico Baschirotto affida al web un pensiero breve ma straziante: "Mi mancheranno i tuoi abbracci".
La "Partita dei valori calpestati"
Mentre il Salento piange, scoppia la polemica con la Lega Serie A, che concede un rinvio di sole 48 ore.

La reazione della società è durissima, denunciando una presunta "gerarchia della morte" basata sul blasone dei club. Il 27 aprile, a Bergamo, va in scena un atto di resistenza emotiva: il Lecce scende in campo con una maglia completamente bianca, senza sponsor né loghi, con una scritta che recita: “Nessun valore, nessun colore”.

In quelle stesse ore, la Primavera vince 5-2 a Torino e dedica il successo a Graziano con un cartellone a fine gara. Anche gli ex non dimenticano: Gabriel Strefezza e Alessandro Deiola segnano gol pesanti per i rispettivi club e li dedicano al cielo: "È tua, Graziano. È per te".
Un addio da Re: dal Via del Mare a Copertino
Il 29 aprile, lo stadio Via del Mare si trasforma in una cattedrale laica. Migliaia di persone sfilano davanti alla camera ardente allestita presso la porta Maratona per l'ultimo saluto. Il giorno successivo, a Copertino, si tengono i funerali. La chiesa è gremita: ci sono i campioni di oggi e le leggende di ieri come Miccoli, Chevanton e Giacomazzi.

Colpisce il gesto della Fiorentina, che invia il suo storico labaro viola a rendere omaggio. Sandro Mencucci, dirigente giallorosso, ringrazia commosso: "Viva Fiorenza!". Anche Antonio Conte, dal post-partita di Torino, rompe il protocollo per fare le condoglianze: "Era un ragazzo veramente perbene... è un dolore che colpisce la città".
L'eredità di un uomo "invisibile"
Nelle settimane successive, il ricordo di Graziano fiorisce in mille gesti. Francesco "Ciccio" Cosenza, ex capitano e amico fraterno, scrive parole che ancora oggi fanno venire i brividi, scagliandosi contro chi non capisce il sacrificio di chi lavora nell'ombra: "Cazzo ne sanno... di quante volte i tuoi figli e tua moglie ti aspettavano a casa e tu facevi tardi perché dovevi recuperare un infortunio di un calciatore per il tuo Lecce". Cosenza organizzerà poi un’asta benefica con le maglie della "partita bianca" per sostenere la famiglia Fiorita.
C’è chi, come Franco Lepore, decide di tatuarsi il suo nome per non lasciarlo mai andare. E chi, come il settantenne bergamasco Claudio Allievi, percorre a piedi la Via Francigena da Roma fino a Santa Maria di Leuca per consegnare una maglia dell'Atalanta alla vedova Azzurra, in segno di rispetto tra popoli colpiti dal dolore.
"I suoi piedi continuano a calpestare il manto verde"
A luglio, la moglie Azzurra rompe il silenzio con una lettera che è un inno ai valori umani del club: "Mio marito ha seminato affetto unito al rispetto, e oggi quel bene ci sta tornando indietro con una forza che ci sostiene... il Presidente ha mantenuto vivo il legame con Graziano come se i suoi piedi continuassero a calpestare il manto verde del Via del Mare".
Il Lecce intanto inaugura a Settembre il nuovo centro sportivo di Martignano ed il campo principale viene dedicato proprio a Graziano in una inaugurazione che ha visto la partecipazione della moglie Azzurra.

Qualche settimana fa, in occasione della gara contro l'Atalanta giocata al Via del Mare, il capitano del Lecce Falcone e quello della Dea De Roon hanno portato un fascio di fiori sotto l'immagine affissa in Tribuna Est in occasione di quello che il giorno dopo sarebbe stato il suo compleanno.

Oggi, a un anno dalla scomparsa, il nome di Graziano è inciso ovunque. A Botrugno è nato un club in suo onore. Ma il monumento più grande resta quello invisibile costruito in 23 anni di saletta medica: il ricordo di un uomo che curava i muscoli, ma che sapeva, sopra ogni cosa, aggiustare le anime dei suoi ragazzi. Ciao Graziano, il tuo Lecce non smetterà mai di correre anche per te.

