Dopo mesi di incontri (e scontri) tra FIGC e Governo, nella giornata di ieri è finalmente arrivata la decisione definitiva: la Serie A torna in campo il 20 Giugno. Una soluzione contornata da non poche peripezie ma che va a seguire la linea guida degli altri campionati europei: il calcio deve ripartire, ed è necessario chiudere la stagione corrente entro fine Agosto.

Nonostante sia stato inserito un tassello importante però la strada è tutt’altro che in discesa; il ritorno in campo infatti non assicura una conclusione regolamentare del campionato, e proprio questo punto è stato evidenziato da Spadafora, il quale ha parlato di piano B e C in caso di intoppi in corso d’opera.

Le dinamiche che farebbero vacillare la continuazione della Serie A sono in linea di massima due: un caso di positività tra i club e la risalita della curva del contagio in Italia.
Difatti, sebbene il protocollo medico permetta la ripresa dello svolgimento del campionato, esso contiene anche un punto cruciale da non prendere assolutamente sottogamba: se ci dovesse essere un positivo in una squadra, quest’ultima dovrà rispettare una quarantena cautelare di 14 giorni. In breve, un singolo caso COVID andrebbe a bloccare totalmente l’attività di un’intero club per due settimane. In un campionato giocato in extremis con partite ogni 3 giorni e pianificato proprio per concludersi entro fine Agosto, come verrebbe gestita una situazione del genere?

Il ministro dello sport ha varato con la FIGC due opzioni. La prima consisterebbe in una formula play-off e play-out (adottata in linea definitiva già dalla Lega Pro); l’altra sarebbe la cristallizzazione della classifica al momento dello stop, con conseguenti piazzamenti europei e retrocessioni.

Ciò significa che il campionato potrebbe concludersi da un momento all’altro con una classifica parziale che risulterebbe definitiva. E’ facile intuire come questo andrà a modificare notevolmente l’approccio di ogni singola squadra, poiché ogni partita potrebbe essere l’ultima.

Il Lecce quindi troverà davanti alla sua strada 12 finali fondamentali per l’obiettivo salvezza, da affrontare con la consapevolezza che ogni risultato sarà ancora più decisivo del solito.