Cosa mangiano i calciatori? La guida nutrizionale della serie B3 min read

Una delle difficoltà maggiori che incontrano i calciatori al giorno d’oggi è quella di dover affrontare, anche all’interno della stessa settimana, partite ad orari molto diversi tra loro, con una conseguente riprogrammazione delle sedute d’allenamento e inevitabilmente quindi anche dei momenti dedicati all’alimentazione. Il cosiddetto “calcio spezzatino” ha creato un nuovo tipo di problema che i medici nutrizionisti devono riuscire a superare nel migliore dei modi.

Con già la sede scelte per il ritiro dalle squadre, la commissione medico-scientifica della Lega Nazionale Professionisti B si è riunita con lo scopo di pubblicare una “Guida Nutrizionale” che si adatti a tutti coloro i quali praticano lo sport del calcio, dall’amatore al professionista.

Sicuramente non sarà solamente grazie a questa guida se la carriera di un calciatore dilettante avrà un’impennata notevole, però eviterà di sicuro che l’atleta si senta un peso sullo stomaco poco prima di iniziare la partita, che venga bloccato dai crampi a causa di qualche cedimento muscolare e tutto questo magari dovuto proprio ad una errata scelta o tempistica del pasto.

Va detto che innanzitutto sarebbe bene nutrirsi tra le 2 e le 3 ore prima di giocare ed effettuare in linea di massima i 5 pasti giornalieri, che comprendono una ricca colazione che a seconda dei gusti può contemplare gli zuccheri o le proteine, uno spuntino a metà mattina e in generale prendere spunto da quella che è la classica piramide alimentare mediterranea che ci offre un 50-55% circa di carboidrati, 20% circa di proteine e 25-30% circa di grassi. Da evitare le bevande eccessivamente zuccherate e l’alcol nella sua totalità. Bere invece acqua, poca per volta, ma in diverse fasi della giornata.

Il pasto pre-gara prevede uno dei piatti sul quale si basa la cucina e la cultura italiana: la pasta. Naturalmente la pasta che viene presa di riferimento è quella al pomodoro e basilico, considerata leggera, nulla di eccessivamente pesante come la carbonara o l’amatriciana. Come alternativa si può optare anche per il riso, ancora meglio se cotto con l’ausilio di un pratico e veloce cuociriso elettrico.

Certamente anche la carne e i formaggi possono essere associati alla dieta di un calciatore, però dipende molto dall’orario della partita. Se una gara deve essere disputata alle 12.30, bisognerà per forza provvedere a mangiare la pasta verso le ore 10 del mattino. Probabilmente un apporto eccessivo di proteine a quell’ora non è né indicato, né tantomeno gradito perché le proteine tendenzialmente richiedono più tempo e impegno per essere digerite. Quando poco prima della partita si avverte particolare appetito, è possibile sgranocchiare qualche cracker o dei biscotti secchi.

Nel caso in cui poco dopo la partita si sentisse il bisogno di mangiare qualcosa a causa di un improvviso attacco di fame o del famoso calo di zuccheri, è possibile integrare con un po’ di frutta secca, oppure bere un succo di frutta, mangiare dei cracker o addirittura un gelato.

In ogni caso è necessario evitare tutti i cibi fritti o eccessivamente grassi e tutti i sughi particolarmente elaborati, che sono sicuramente gustosi, ma si sposano decisamente male con la dieta che un professionista dovrebbe seguire per poter ottenere delle prestazioni adeguate in campo.