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La Procura di Roma ha aperto un'inchiesta che è partita indagando 3 promotori residenti a Roma, Belvedere Marittimo e Casarano sul pezzotto con cui migliaia di persone potevano accedere ai servizi di Sky dietro il corrispettivo di una somma mensile di gran lunga inferiore ai prezzi originali. 

Secondo la Guardia di Finanza, i tre sospettati erano coloro che procacciavano collaboratori che fornivano apparecchiature e smarcard tarocche al circuito illegale di clientela che con somme tra i 10 ed i 15 euro potevano ottenere l'intera programmazione della tv privata. Secondo quanto descritto dagli inquirenti, gli incassi superavano i 330 mila euro.

L'indagine coinvolge anche circa 2000 clienti finali che usavano il pezzotto per guardare la tv a pagamento. La trasmissione avveniva tramite fonti localizzate a Messina e in Svizzera.

Attraverso il pezzotto è possibile vedere eventi sportivi live, film e spettacoli di intrattenimento, con somme irrisorie e comunque che non vanno a finire nelle casse dell'unica persona offesa nel procedimento che è, appunto, Sky. Un danno complessivo, quello della contraffazione, da circa 130 milioni di euro.

 

 

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