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2004. Nel 2004 Mark Zuckerberg crea Facebook, salutiamo per sempre una leggenda del ciclismo come Marco Pantani e Roberto Baggio dice addio al calcio nell’ultima giornata di un campionato vinto dal Milan.

Nel 2004, però, in Danimarca, da genitori nigeriani, nasce anche Patrick Dorgu. È un bambino vivace, innamorato del pallone. Inizia a giocare a calcio da subito ed entra in uno dei settori giovanili più prolifici del suo Paese, quello del Nordsjaelland. Nel 2022, poi, Pantaleo Corvino fiuta il suo talento e decide di portarlo nel Salento, in un posto lontano dalla Danimarca ma in una tappa fondamentale per la sua crescita sia di uomo che di calciatore.

Patrick, ma da quanto giochi?

Dorgu contro la Lazio

Lo abbiamo già detto. Patrick ha iniziato presto a giocare a calcio e la sua personalità l’abbiamo notata dal primo minuto in cui ha indossato la maglia giallorossa con la formazione Primavera. Quando gioca pare disinvolto, tranquillo, come se nulla lo scalfisse. Il suo approccio è quello che dovrebbero avere tutti i calciatori, evitando così errori banali scaturiti dall’ansia da prestazione. Dorgu lo scorso anno ha giganteggiato con i suoi pari età. Sembrava un adulto che fronteggiava dei bambini. Ha arato la sua fascia di competenza, ha segnato diversi gol, alcuni di pregevole fattura, ed ha lasciato intendere a tutti che quello sarebbe stato l’ultimo anno tra i “piccoli”. Era davvero pronto per il salto.

D’Aversa lo ha portato in ritiro. A dire il vero, ne ha portati 11 della scorsa Primavera, scegliendo di dare spazio poi a 4 elementi: Dorgu, Berisha, Corfitzen e Burnete. 

Da quella parte la concorrenza è forte, perché Gallo è un difensore giovane ma già esperto, che conosce la Serie A e quest’anno vuole vivere la stagione della consacrazione. Per l’esterno classe 2004, invece, era tutto nuovo ma pronti via ed ha dovuto sostituire il suo collega di reparto in Coppa Italia contro il Como. In quella gara ha giocato 76 minuti di livello ed ha fornito un assist al bacio, con un pallone intelligente servito all’altezza del dischetto, per la prima rete in giallorosso di Pontus Almqvist. 

Le parole chiave di Patrik Dorgu

Dorgu contro la Lazio

Talento, personalità, tranquillità. Sono queste le parole chiave per descrivere Patrick Dorgu e le sue prestazioni sul rettangolo verde anche in Serie A. D’Aversa lo ha schierato da titolare 4 volte, contro 4 big. Dal primo minuto ha affrontato Lazio, Juventus, Roma e Milan. Quando il gioco si fa duro e l’avversario è di livello, il mister giallorosso si affida al suo gioiellino, infischiandosene dell’età e dell’inesperienza in certi contesti. 

Il giovane giallorosso non ha disatteso le aspettative e contro il Milan ha fornito una prestazione esaltante, che lo ha reso celebre anche agli occhi dei pochi appassionati ed addetti ai lavori che non lo avevano scovato. Se continua a lavorare in questo modo, seguendo tutte le indicazioni dell’allenatore, con questa abnegazione e questa voglia può davvero arrivare in alto, anche se adesso conta solo il presente con il Lecce. In questi mesi ci saranno tante voci sul suo conto, tanti interessamenti e trattative che nemmeno esistono ma fanno scalpore. Patrick dovrà essere abile a isolarsi ed a seguire i suoi compagni più esperti, per non perdere la bussola o farsi confondere dalle promesse.

I numeri 

Analizzando i numeri possiamo notare come Patrick sia spesso pulito negli interventi. Il terzino danese commette pochi falli durante ogni gara, con una media di una infrazione a partita, alzata notevolmente dalla sfida contro la Juventus, nella quale ha dovuto bloccare con un fallo i suoi avversari in 3 occasioni. 

Fisicamente è già strutturato per affrontare e fronteggiare calciatori professionisti esperti, che hanno dalla loro parte la conoscenza di trucchi e segreti per arrivare prima e meglio sul pallone. In ogni caso, Patrick intraprende parecchi duelli difensivi, circa 4 in ogni gara, vincendone mediamente la metà, una percentuale molto alta se si tiene conto della sua giovane età.

Cosa c’è da migliorare allora? Beh, il talento giallorosso ha un gran futuro davanti ed ampi margini di miglioramento ma certamente dovrà lavorare parecchio per migliorare in alcuni aspetti. In fase difensiva, ad esempio, deve evitare di farsi attrarre dal pallone, mantenendo con più efficacia la posizione e la linea con gli altri suoi colleghi di reparto. Dall’altra parte, in fase offensiva, Patrick deve imparare ad arrivare con più continuità sul fondo, dato che in ogni partita sono pochissimi i cross che arrivano dalle sue cavalcate, in media uno a gara. 

Piedi per terra, lavoro duro e ricerca costante di miglioramenti. Dorgu doveva essere il futuro di questo Lecce ma si sta prendendo il presente. A suon di prestazioni può diventare una risorsa fondamentale, un giocatore giovane che rappresento il modello e la visione della società giallorossa.

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