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A volte essere un leader, significa paradossalmente, riuscire a essere determinante anche quando non si è in campo. Essere costantemente un riferimento per l’intero spogliatoio, saper dare il giusto consiglio, la giusta carica anche quando non si è chiamati in causa dal proprio allenatore e bisogna accomodarsi in panchina.

Gabriel Strefezza sa bene di essere considerato un beniamino, particolarmente apprezzato, all’interno dell’intero ambiente giallorosso; è consapevole di avere il giusto talento e le giuste qualità per poter fare ancora la differenza nella squadra per la quale è il capitano, sebbene da qualche tempo a questa parte sembri aver perso quell’estro, quella fantasia, quella lucidità che gli permettevano di creare puro spettacolo all’interno del rettangolo verde, a suon di gol e assist per i suoi compagni.

Per carità, nessuna critica o giudizio negativo nei suoi confronti, può capitare di attraversare un momento meno brillante rispetto al solito ma è anche vero che ci si aspetta sempre tanto quando si parla di giocatori del suo calibro.

Nell’ultima gara contro il Genoa, a causa dell’infortunio di Banda, Strefezza è sceso in campo dal primo minuto per 80 minuti, occupando la fascia sinistra, normalmente impiegata dal giocatore zambiano. Prestazione sufficiente, la sua, nella quale è stato diverse volte preso in considerazione dai suoi compagni con ben 53 palloni giocati e una precisione nei passaggi pari all’80%.

In questa stagione, l’italo-brasiliano è stato sempre chiamato in causa, sia a inizio partita che durante, segnando un gol (su calcio di rigore) nella sfida contro la Salernitana.

L’ultimo su azione, risale addirittura allo scorso 4 febbraio, nella gara vinta per 2-0 in casa della Cremonese: un gran bel tiro a giro, terminato alle spalle dell’estremo difensore grigiorosso.

Bisogna aggiungere, che nelle ultime uscite stagionali, specie con il suo nuovo allenatore, ha sempre giocato in una posizione “sacrificata” rispetto alla sua naturale di ala destra: prima punta nelle gare contro Lazio e Fiorentina e adesso esterno di attacco sulla sinistra nell’ultima contro il Grifone. Sicuramente, la presenza di Almqvist, nella sua posizione preferita, lo insidia e non poco. Dovrà essere caparbio e soprattutto intelligente a saper sfruttare le opportunità che gli saranno offerte dal suo tecnico, per dimostrare quanto ancora sia fondamentale all’interno del gruppo, sfruttando in primis l’assenza di Banda per essere impiegato con maggiore continuità fin dal primo minuto e tornando a illuminare i suoi tifosi attraverso le giocate che lo hanno da sempre contraddistinto dal suo arrivo nel Salento e che hanno fatto urlare, a squarciagola, il suo nome dopo ogni gol realizzato.

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