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La quarta acquisizione per il Lecce in questa sessione di mercato che ci avvicina alla Serie A è quella di un giovane attaccante italiano dal radioso futuro, che ci auguriamo possa essere il naturale prosieguo di un fulgido presente con i colori giallorossi: si parla di Lorenzo Colombo, attaccante classe 2002 di proprietà del Milan, giunto alla corte di Via Costadura in prestito con diritto di riscatto ed eventuale controriscatto esercitabile dal club meneghino. Su di lui si erano registrati gli interessi (in tempi diversi) di Sassuolo e Cagliari.

Abbiamo già – ahinoi – saggiato le sue qualità durante la scorsa stagione, quando – con la maglia della Spal – ha ‘bucato’ la porta di Gabriel nella trasferta di Ferrara (vinta 1-3 dagli uomini di Baroni), ma vediamo di conoscerlo meglio

Lorenzo Colombo comincia a giocare a calcio a 6 anni e cresce calcisticamente nella Buraghese, la scuola calcio di Burago di Molgora, il paesino in cui è cresciuto e ha mosso i primi passi col pallone assieme al fratello Biagio (di due anni più grande). Colombo cattura subito l'attenzione di tutti fin da piccolo. E’ decisivo un test che la Buraghese disputa al ‘Vismara’ contro il Milan. La squadra di Colombo perde 2-1, ma lui conquista il rigore per i suoi. Il primo allenatore di Colombo, ovvero Ezio Motta, al termine della gara si avvicina ad Andrea Biffi, allenatore del Milan, per dirgli: ‘Hai visto quanto è bravo il nostro centravanti?’. Biffi risponde: ‘Riportalo qui martedì prossimo, che ci sono i nostri osservatori’. Il mercoledì mattina Lorenzo passa al Milan, fortemente voluto da Mauro Bianchessi, storico direttore del settore giovanile del periodo amministrato da Galliani e Berlusconi ed uno dei massimi esperti nel riconoscere ed ingaggiare giovani talenti. Lorenzo si trasferisce in rossonero per la cifra irrisoria di 2000 euro.

A 10 anni, Colombo vince la Iscar Cup, un torneo internazionale, con la maglia rossonera. Di quel periodo, Giovanni Valenti (suo allenatore quando era nei Pulcini e poi ‘ritrovato’ dallo stesso Colombo nella selezione nazionale Under 20 come allenatore in seconda) ha un ricordo emozionato: ‘Era un bambino abbastanza timido e introverso. Mi ricordo che nel corso di quel torneo, in particolare, all'alba era già in piedi tutte le mattine. Nella Iscar Cup del 2012 segnò due gol all'Atletico Bilbao, due al Real Madrid e quattro in finale al Barcellona. Con l'Atletico Madrid in semifinale lui non riuscì a segnare, ma ricordo come se fosse ieri che passò tutto il pomeriggio del giorno della finale, che si sarebbe poi disputata la sera, a chiedermi: 'Mister, ma è più forte l'Atletico Madrid o il Barcellona?', 'Mister, ma secondo te ce la facciamo?'. Ha passato letteralmente tutto il pomeriggio a pensare alla partita. Pensate che facemmo un giro con la squadra per stemperare la tensione, andammo a vedere un'arena dove si tengono le corride e, nonostante questo, era impossibile distoglierlo dal pensiero della finale contro i blaugrana. Infatti avevo anche il timore che arrivasse alla partita un po' 'bruciato', invece disputò una finale clamorosa segnando 4 gol e vincemmo la Iscar Cup. Inoltre lui vinse il titolo di miglior marcatore della competizione. Le potenzialità erano enormi. Si vedeva che avrebbe avuto tanta fisicità anche da grande. Aveva una tecnica molto efficace, soprattutto nella finalizzazione, e la esprimeva a grande velocità. Era un bambino educato e rispettoso, con una famiglia per bene alle spalle. Mamma Cristina è sempre prudente ed è sempre stata molto attenta affinché lui non si montasse la testa. Lollo è un talento coltivato negli anni ed è migliorato tanto. Ha consapevolezza dei propri mezzi, ma penso che sia giusto averla per poter giocare a certi livelli. Ciò non significa non essere umile, anzi’.

La sua crescita al Milan continua giorno dopo giorno e, con tanta abnegazione, gli si aprono le porte delle selezioni giovanili principali. Dopo aver disputato quattro gare (condite da tre gol) con l’Under 17 rossonera, per la stagione 2018/2019 Colombo viene definitivamente aggregato alla selezione allenata da Simone Baldo e realizza 11 gol in 21 partite. Desta una buonissima impressione nell’entourage tecnico del club meneghino, che decide di promuoverlo in Primavera per l’annata seguente. Qui, Colombo si impone all’attenzione degli osservatori di tutta Italia, in virtù del suo score davvero interessante: in 15 gare realizza 9 reti e dispensa un assist. Ad ottobre, però, subisce un grave infortunio: la frattura da stress del quinto metatarso del piede destro, che lo tiene lontano dai campi per quasi 100 giorni e che, sfortunatamente, gli impedisce di prendere parte al Mondiale Under 17 tenuto in Brasile, nel quale, per opinione degli addetti ai lavori, sarebbe stato assoluto protagonista. 

‘La sofferenza di oggi sarà la carica e la forza del futuro...’, confessa Lorenzo durante il recupero. Che si completa e non lascia strascichi sul suo successivo percorso di ulteriore crescita e di maturazione. Tant’è vero che gli eventi lo portano ad approdare in prima squadra, debuttando con la casacca dei ‘grandi’ in Coppa Italia il 12 Giugno 2020, subentrando a Paquetà nella semifinale di ritorno disputata contro la Juventus. In campionato, invece, colleziona la sua prima convocazione, ironia del destino, per la gara Lecce-Milan del 22 Giugno 2020 (terminata 1-4). Al quarto ‘tentativo’, arriva il debutto vero e proprio nel massimo campionato: è il 18 Luglio 2020 e Lorenzo prende parte (per soli 8 minuti) al successo ai danni del Bologna per 5-1. 

Nella stagione 2020-2021 viene definitivamente inserito in prima squadra e il 24 settembre 2020 debutta nelle coppe europee durante il turno preliminare di Europa League contro il Bodø/Glimt, realizzando la sua prima rete tra i professionisti nel successo per 3-2 dei rossoneri. Chiuderà la stagione con 4 presenze in campionato e, oltre a quella già citata prima, altre 4 presenze in Europa League.

E’ tempo per lui di crescere, di ‘farsi le ossa’ e di trovare minutaggio in maniera più costante, magari in un contesto meno pretenzioso di quello della massima serie e con una maglia così ‘pesante’. Così, il 26 gennaio 2021 passa in prestito alla Cremonese, in Serie B. Il 13 marzo 2021 segna il suo primo (e unico) gol in grigiorosso, nella gara vinta 3-0 contro la Reggiana. Diventa subito un giocatore funzionale per la squadra ed entra nelle rotazioni dell’attacco di mister Bisoli prima e di Fabio Pecchia poi. Lui si esalta, giocando 13 partite subentrando dalla panchina. In questa annata, impara a giocare anche lontano dalla posizione di centravanti, il suo ruolo naturale. Infatti viene schierato, di tanto in tanto, anche come esterno alto (contro il Lecce a sinistra, contro Salernitana e Pescara a destra) o come seconda punta o trequartista a sostegno del centravanti (contro Vincenza e Chievo Verona). 

La stagione successiva passa, nuovamente in prestito, alla SPAL, sempre in Serie B. Va a segno per la prima volta il 29 agosto, in occasione del successo per 5-0 sul Pordenone. Inizia molto bene la parentesi ferrarese realizzando 6 gol in campionato nelle prime 15 presenze. La sua ultima rete rimane tuttavia quella realizzata il 30 novembre 2021 nella sconfitta allo Stadio Paolo Mazza contro – nuovamente per ironia della sorte – il Lecce. Poi, un lungo periodo di astinenza: ‘A livello fisico e mentale non è successo nulla, è solo un momento in cui mi viene difficile dare un contributo importante alla squadra e questa è una cosa che fa arrabbiare pure me. Sono comunque un 2002 ed è il mio primo anno pieno in una squadra di B. Sono consapevole delle mie capacità, ma sono anche cosciente di quello che mi serve per migliorare. Ovviamente manca il gol. Certamente è un momento un po' così, non lo nascondo’, confesserà in seguito. Termina la stagione dando comunque il suo contributo alla salvezza dei biancocelesti.

I numeri di Colombo della stagione 2021/2022 trascorsa fra i ranghi della Spal (ed elaborati da Sofascore) narrano di 34 presenze complessive – di cui 26 dal primo minuto e una media di 61 minuti di gioco per match – e 6 gol – con una frequenza di una marcatura ogni 348 minuti. Tutte le reti del suo ruolino sono state realizzate con il sinistro (3 con conclusioni da fuori area e 3 con tiri nell’interno dell’area). Il suo bottino avrebbe potuto essere più cospicuo se non avesse fallito ben 8 grandi occasioni da rete e se avesse avuto il modo di concludere di più verso la porta avversaria (2,1 la media dei tiri per gara). Ha però creato una grande chance per i compagni, ha viaggiato ad una media di 0,6 passaggi chiave per partita e si è prodotto in 29,2 tocchi di palla per match. Sui passaggi, ha dimostrato una precisione del 68% (‘splittata’ in 81% per i passaggi nella propria metà campo, 62% per i passaggi nella metà campo avversaria, 41% sulle palle lunghe e 50% sui passaggi corti). Inoltre, ha vinto il 56% dei dribbling tentati.

Difensivamente parlando, Colombo è un attaccante che si è fatto comunque sentire: con 0,9 tackle per gara, 0,7 possessi vinti per match e 0,5 salvataggi per partita ha dato un buon contributo alla sua squadra nella fase di ripiegamento.

Purtroppo, l’indicatore del possesso perso (10,3 a partita) e il suo comportamento disciplinare (2 falli netti a partita – più di quelli che, di fatto, ha subìto – e ben 7 ammonizioni ed una espulsione) sono tratti di gioco su cui deve concentrare i suoi sforzi e cercare di migliorare.

L’annata di Lorenzo Colombo è stata riassunta con una valutazione media di 6,72, sicuramente inficiata da una seconda parte di campionato meno brillante e meno prolifica.

 

La heatmap di Lorenzo Colombo riferita alla stagione 2021-2022, elaborata da Sofascore. Notare come, sebbene sia mancino, abbia trovato più collocazione sul lato destro, segno che è in grado di giocare anche in situazioni che lo vedono coinvolto nella manovra a piede invertito 

 

Senza dubbio, le qualità di Lorenzo Colombo possono schiudere per lui le porte della definitiva affermazione come uno dei centravanti del futuro, soprattutto in ottica nazionale. Vanta già diverse convocazioni e alcune presenze con tutte le selezioni giovanili dell’Italia: 4 presenze e 2 gol con l’Under 15, una gara con l’Under 16, 20 match e 6 gol con l’Under 17 (con cui partecipa agli Europei di categoria nel 2018 e nel 2019, terminati entrambi al secondo posto, segnando una doppietta nella finale persa contro i Paesi Bassi nel 2019), una partita con l’Under 19, una con l’Under 20 e ben 11 match (con un gol all’attivo, segnato ai danni del Montenegro il 7 settembre scorso) nell’Under 21 di Paolo Nicolato, con cui esordisce il 30 marzo 2021 subentrando a Raspadori nella partita vinta per 4-0 contro la Slovenia a Maribor. 

Cosa racconta Football Manager 2022 di Lorenzo Colombo? Il suo profilo parla di un attaccante, di piede sinistro, alto 183 centimetri e con un peso forma di 76 chilogrammi. Può essere impiegato sia nella zona centrale d’attacco (quindi come centravanti puro, ma anche come uomo d’area, come fulcro del gioco e come attaccante che pressa), sia come esterno destro (ovvero come ala a piede invertito, come attaccante esterno, come trovaspazi e anche nella posizione di fulcro del gioco laterale). La sua personalità è descritta come energica.

Colombo ha notevoli pro dalla sua parte: è un buon finalizzatore grazie alla sua capacità di tirare con precisione, è una persona piena di spirito, è considerato un giocatore prestante, può giocare potenzialmente in due ruoli, possiede un buon ritmo di gioco e ha il potenziale per diventare un attaccante completo e di alto livello in futuro. L’unico contro menzionato dal videogame manageriale parla di una certa carenza sul fondamentale del cross.

La migliore qualità di Colombo è la determinazione (17/20). Ottima anche la valutazione sulla finalizzazione, così come sui colpi di testa e sull’integrità fisica. Molto validi anche gli attributi riferiti a velocità, accelerazione, agilità, resistenza, movimento senza palla, tecnica, controllo di palla e tiri da lontano. Le voci meno positive (e migliorabili) sono quelle correlate al carisma, alla fantasia, al senso della posizione, ai calci piazzati e, come già specificato prima, al cross.

 

Gli attributi, riferiti alle qualità di Lorenzo Colombo, assegnati da Football Manager 2022

 

L’abilità attuale di Lorenzo Colombo per Football Manager 2022 è pari a 58/100, ma quella potenziale è davvero entusiasmante, in quanto può toccare quota 80/100

Come potremmo realmente descrivere Lorenzo Colombo? La dovizia di particolari delle parole di World Football Scouting è esauriente: ‘E’ una punta centrale dotata di un buon senso del gol, di una notevole struttura fisica e soprattutto di spiccate capacità balistiche, che gli consentono di mettere a segno delle realizzazioni di pregevole fattura. Ha un calcio pulito, secco e potente e, con il suo ‘educato’ piede mancino, sa essere pericoloso anche dalla media-lunga distanza. In possesso di una buona tecnica di base, ha un passo abbastanza veloce e sa smarcarsi molto bene nell’area di rigore, segnando delle reti da bomber opportunista. Attacca bene la profondità, ma può perfezionare il gioco spalle alla porta e migliorare il suo destro. Per capacità tecniche e fisiche, Lorenzo ha il potenziale per segnare ancora di più. Valido nel gioco aereo, Colombo è un centravanti abbastanza dinamico, non aspetta i cross nell’area di rigore, ma svaria sul fronte offensivo, non dando grossi punti di riferimento ai pacchetti arretrati avversari. Forte fisicamente, riesce spesso a vincere i duelli spalla a spalla, anche contro avversari dotati di una corporatura massiccia. Sa battagliare con i difensori avversari, palesando buona grinta e determinazione, mentre MondoPrimavera narra di lui celebrando la sua potenza ed esplosività allo stato puro. Rapido nello stretto, notevoli abilità di tiro e, soprattutto, letale e spietato negli ultimi metri. Doti che fanno di lui uno degli attaccanti più promettenti della sua annata. Il suo idolo di sempre è Gabriel Omar Batistuta, mentre per alcuni media ricorda, per certe movenze, Roberto Bettega e Andrea Petagna.

Cosa possiamo aspettarci da Lorenzo Colombo con la maglia del Lecce? Di sicuro, è un attaccante che sa duellare, sgomitare e lottare per farsi largo sul fronte d’attacco. Se riesce a trovare la giusta determinazione in una squadra che fa della propensione offensiva dopo la riconquista della palla un tratto distintivo del proprio gioco e se è in grado di trovarsi a suo agio in una piazza calda come quella di Lecce, che notoriamente ama i calciatori che dimostrano attaccamento e senso di sacrificio, può avere la possibilità di confermare quanto di buono ha fatto (intra)vedere e di portare l’asticella della sua crescita potenziale ancora più in alto. Ricordiamoci, però, che è giovanissimo e che, per crescere, ha bisogno di supporto, fiducia e sostegno. Ma anche che ha messo a segno almeno un gol con qualsiasi squadra in cui ha giocato.

Ben arrivato, Lorenzo!

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