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A volte il calcio segue traiettorie imprevedibili. Lo sa bene Jens Petter Hauge, esterno offensivo norvegese che qualche anno fa era finito anche nei radar del Lecce e che oggi si ritrova protagonista in Champions League con la maglia del Bodo/Glimt.

Il nome di Hauge era stato accostato ai giallorossi quando Pantaleo Corvino stava monitorando diversi giovani talenti europei. Il Lecce aveva seguito con interesse il profilo dell’esterno norvegese, allora considerato uno dei prospetti più interessanti del calcio scandinavo. L’operazione però sfumò rapidamente: il Milan anticipò tutti e decise di puntare su di lui, portandolo in rossonero nel 2020.

L’avventura a Milano non è mai decollata davvero. Dopo un inizio promettente, Hauge non è riuscito a trovare continuità e fiducia, finendo presto ai margini del progetto tecnico. Da lì sono iniziati diversi passaggi tra Bundesliga e altri campionati europei, fino al ritorno nel calcio norvegese dove ha ritrovato spazio, fiducia e soprattutto rendimento.

Oggi Hauge è tornato a far parlare di sé in Europa. Con il Bodo/Glimt è uno dei protagonisti della straordinaria vittoria per 3-0 contro lo Sporting Lisbona nell’andata degli ottavi di Champions League, una partita che ha messo in evidenza la qualità e l’organizzazione della squadra norvegese. Il risultato ha anche fotografato l’andamento della gara: gli xG raccontano di un netto dominio dei padroni di casa (2.46) contro lo 0.51 dei portoghesi.

Il contributo di Hauge nella competizione è stato finora significativo. Nella Champions League in corso ha già messo a referto 6 gol e 2 assist, confermandosi uno degli uomini più pericolosi del Bodo/Glimt. Proprio contro lo Sporting ha servito l’assist per la tripletta di Hogh, coronando una prestazione molto completa.

I numeri della sua partita raccontano bene la sua incidenza: 8 palloni toccati nell’area avversaria, un fallo subito, l’84% di passaggi riusciti (52 su 62) e due grandi occasioni create. Colpisce anche il dato sugli xA, gli assist attesi, pari a 0.79, che testimonia la sua capacità di creare opportunità per i compagni.

Nonostante il netto vantaggio maturato nell’andata, lo stesso Hauge ha invitato alla prudenza parlando ai microfoni di TV2: 

È stato divertente tornare in campo. Possiamo ancora migliorare, ma il risultato è fantastico. Siamo solo a metà dell’opera e sappiamo quanto velocemente possano cambiare le cose nel calcio.

Di tutt’altro tenore le parole del portiere Erik Thorstvedt, convinto che la prestazione dei norvegesi abbia segnato la sfida: 

Raramente si rimonta uno svantaggio di tre gol. Il lavoro non è finito, ma godiamoci questa partita: siamo stati semplicemente fenomenali.

Guardando indietro, resta inevitabile chiedersi come sarebbe andata se Hauge fosse arrivato davvero a Lecce prima dell’inserimento del Milan. Il calcio però è fatto anche di sliding doors: oggi il talento norvegese sta scrivendo una nuova pagina della sua carriera, e lo sta facendo sul palcoscenico più prestigioso d’Europa.

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