Salvatore Nobile, ex difensore del Lecce, ha parlato a La Gazzetta del Mezzogiorno del match di domenica pomeriggio tra i giallorossi ed il Verona.

Questo il suo pensiero: “Sarà una gara molto difficile, in quanto il complesso guidato da Juric si sta comportando benissimo, pur essendo neopromosso come il Lecce. Si tratta di una compagine solida e compatta, che concede poco, un team di notevole fisicità. Per ottenere un risultato positivo, Mancosu e compagni dovranno sfoderare una prestazione di spessore, priva di sbavature, mostrando il volto migliore, che spesso hanno evidenziato in trasferta. Lecce-Inter 1-1? Il punto messo da parte è prezioso. Sia per la classifica, dopo 4 sconfitte di fila, che per il morale e per l’autostima dei calciatori. Un bravo va a Liverani, che nell’occasione ha optato per uno schieramento più abbottonato, che ha concesso meno del solito, senza rinunciare alle scorribande offensive. Ho ammirato un grande Petriccione. Gabriel ha compiuto interventi importanti. Ma si è ben comportata anche la retroguardia, mentre il centrocampo è stato molto dinamico e gli attaccanti si sono sacrificati tanto, seguendo i portatori di palla avversari nella loro metà campo ed anche oltre”.

Nobile parla anche del 3-5-2 da riproporre a Verona: “Personalmente lo farei, perché il Lecce ha bisogno di mettere fieno in cascina. Un atteggiamento accorto, tra l’altro, non pregiudicherebbe certo la possibilità di inseguire ugualmente il successo. I colpo messo a segno dalla Spal a Bergamo ha fatto capire che bagarre ci sarà nel ritorno. Pertanto, servono punti”.

Nobile l’8 settembre 1985 segnò il primo gol in assoluto del Lecce in Serie A nel match inaugurale contro i gialloblù allora campioni d’Italia in carica e ricorda: “Fu un’emozione fantastica e del tutto inattesa. Ero in panchina e fui gettato nella mischia da mister Fascetti, al posto di Raise, in un ruolo non mio, quello di ala destra. Eravamo in svantaggio per 1-0. Trascorsi pochi minuti dal mio ingresso, Alberto Di Chiara andò via sulla fascia sinistra e crossò, io anticipai le mosse del difensore avversario, proiettandomi sul primo palo, e deviai la palla, un po’ di testa ed un po’ di spalla, quel tanto che bastò per farla finire in fondo alla porta. Una gioia immensa. In seguito, i gialloblù si portarono sul 2-1 ma, poco dopo, arrivò la rete di Paciocco, che ci regalò il 2-2”.