Questo è il calendario più agevole degli ultimi 4 anni: la volata salvezza che ci voleva
Dal 2021/22 a oggi, il confronto tra posizione in classifica e ultime giornate dice una cosa precisa: il Lecce di quest’anno non parte dalla situazione più comoda, ma sulla carta ha il finale più gestibile
Non è la situazione di classifica più comoda degli ultimi quattro anni, ma può essere il calendario più agevole. È da qui che bisogna partire per leggere la corsa salvezza del Lecce di quest’anno: non dal semplice numero di punti, ma dal rapporto tra margine, avversarie e qualità del percorso finale.
Cosa è successo nella stagione 2023/24
Alla 32esima giornata del 2023/24 il Lecce era a 26 punti al 17esimo posto, con Venezia ed Empoli a 24. Il calendario metteva davanti Como in casa, Atalanta fuori, Napoli in casa, Verona fuori, Torino in casa e Lazio fuori. Un finale non impossibile in assoluto, ma nemmeno morbido: una partita abbordabile, alcune di fascia media e diversi ostacoli pesanti. In quel tratto il Lecce pareggiò la gara più accessibile, perse due partite indicate come difficili e trovò due successi pesanti nelle sfide intermedie. Era una corsa salvezza da navigare sul filo, con poco margine e con diversi snodi che chiedevano prestazioni sopra la media.
Cosa è successo nella stagione 2022/23
Nel 2022/23, invece, la situazione di classifica era nettamente migliore. Il Lecce era a 32 punti al 13esimo posto, con sei squadre racchiuse in sei punti sotto i giallorossi. Il calendario, però, era molto più duro: Empoli in casa, Sassuolo fuori, Monza in casa, Cagliari fuori, Udinese in casa, Atalanta in casa e Napoli fuori. Due gare abbordabili, due difficili e tre praticamente impossibili. In questo caso il vantaggio non era tanto nel calendario, quanto nel bottino già accumulato e nella posizione di partenza. Era una salvezza da amministrare più che da costruire, ma con un finale tutt’altro che semplice sul piano degli incroci.
Cosa è successo nella stagione 2021/ 22
Nel 2021/22 il Lecce era 16esimo con 31 punti, con Spezia e Verona a 27. Anche lì la situazione, almeno numericamente, era più rassicurante rispetto a quella attuale. Il calendario prevedeva Udinese in casa, Juventus fuori, Verona in casa, Lazio fuori, Spezia in casa, Monza fuori e un’ultima gara interna indicata come di difficoltà media. Era un finale misto: una partita di alta difficoltà, una medio-alta, diverse di fascia media e soprattutto due scontri diretti pesantissimi come Verona e Spezia. Quel Lecce batté l’Udinese, perse con la Juventus, perse lo scontro col Verona, pareggiò con la Lazio, pareggiò con lo Spezia, vinse a Monza e perse l’ultima gara interna. Più che il calendario in sé, lì pesò il fatto di non aver capitalizzato abbastanza proprio negli incroci che avrebbero potuto chiudere il discorso.
Il percorso di oggi
E poi c’è il presente. Quest’anno il Lecce ha davanti Fiorentina in casa, Verona e Pisa fuori, Sassuolo fuori, Juventus in casa e Genoa fuori. La Fiorentina è uno scontro diretto. Verona e Pisa sono due scontri diretti contro squadre ormai quasi retrocesse. Sassuolo e Genoa sono due avversarie senza obiettivi. L’unica partita chiaramente di difficoltà alta è quella con la Juventus. Guardato in controluce con i finali delle stagioni precedenti, questo è il calendario che offre più finestre concrete per fare punti.
Ed è proprio qui il punto centrale. Se nel 2022/23 il Lecce aveva una classifica migliore ma un calendario più duro, e se nel 2023/24 e nel 2021/22 doveva comunque attraversare diversi snodi ad alta intensità, quest’anno il percorso sembra più aperto. Non perché sia facile, ma perché concentra molte partite contro squadre che, per classifica o per motivazioni, lasciano teoricamente più spazio di manovra.
Per questo la risposta alla domanda iniziale va distinta su due livelli. Se si guarda alla posizione in classifica, quella più favorevole resta il 2022/23, quando il Lecce era già a 32 punti e al 13esimo posto. Ma se si guarda al solo calendario residuo, allora sì: quello di quest’anno appare il più agevole degli ultimi quattro. È il finale che, almeno sulla carta, consente al Lecce di salvarsi davvero con le proprie mani.
Naturalmente agevole non significa semplice. Perché un calendario può aiutarti, ma non ti salva da solo. E qui torna il tema del Lecce di oggi: una squadra che ha ancora partite per costruirsi la permanenza, ma che deve dimostrare di saperle interpretare. Le occasioni, rispetto agli altri anni, sembrano esserci tutte. La differenza la farà la capacità di trasformare un calendario favorevole in punti veri.
In questo senso, il giudizio finale è abbastanza netto. Quella attuale non è la corsa salvezza più tranquilla degli ultimi quattro anni, ma è probabilmente quella con il calendario più abbordabile. E proprio per questo diventa anche la più esigente: perché stavolta gli alibi si riducono, mentre cresce il peso delle occasioni che il Lecce non può permettersi di sprecare.

