header logo

A sei giornate dalla fine, la quota salvezza del Lecce sembra potersi collocare tra i 32 e i 33 punti. È questa la lettura che emerge osservando insieme la classifica, il rendimento delle ultime cinque partite e soprattutto il calendario delle squadre coinvolte nella corsa per non retrocedere.

Dopo 32 giornate, la situazione nella parte bassa dice che la Cremonese è diciassettesima a 27 punti, il Lecce è diciottesimo a 27, poi Verona e Pisa inseguono a 18. Più su ci sono Fiorentina e Cagliari, in una zona ancora non del tutto tranquilla ma comunque più protetta rispetto a quella in cui si gioca la permanenza. Il dato più rilevante, però, è che oggi la linea salvezza passa di fatto dal duello tra Lecce e Cremonese, più che dalla rincorsa di chi sta sotto.

Il motivo è semplice. Verona e Pisa, ferme a 18, avrebbero bisogno di un’accelerazione molto pesante per rientrare davvero in quota. Con sei partite ancora da giocare, arrivare anche solo a 32 significherebbe costruire 14 punti nel tratto finale. Alla luce del trend mostrato fin qui, è uno scenario possibile solo in teoria. Nelle ultime cinque gare, infatti, sia il Lecce sia la Cremonese hanno raccolto una sola vittoria, e lo stesso vale anche per Verona e Pisa. Il fondo della classifica, in sostanza, si muove poco e male.

Per questo la soglia salvezza è destinata a essere fissata soprattutto da chi oggi occupa il diciassettesimo posto. La Cremonese ha davanti Torino, Napoli, Lazio, Pisa, Udinese e Como. È un calendario con tre impegni chiaramente pesanti, una gara che pesa tantissimo in chiave scontro salvezza come quella col Pisa e due partite intermedie che potrebbero spostare l’equilibrio finale. In un quadro del genere, immaginare per i grigiorossi un bottino compreso tra 4 e 6 punti da qui alla fine non appare una valutazione forzata. Se così fosse, la Cremonese chiuderebbe tra 31 e 33 punti.

Il Lecce, invece, ha un percorso diverso: Fiorentina, Verona, Pisa, Juventus, Sassuolo e Genoa. Anche qui non mancano gli ostacoli, ma il calendario dei giallorossi appare più manovrabile, soprattutto perché dentro ci sono due scontri diretti pesantissimi come Verona e Pisa, oltre a una partita come quella col Genoa che potrebbe avere un peso specifico enorme nel finale. In altre parole, il Lecce ha ancora la possibilità concreta di costruirsi da solo la propria quota salvezza, senza dipendere esclusivamente dai crolli altrui.

È qui che si colloca la stima più credibile. I 32 punti possono bastare, ma non danno una garanzia piena. I 33 sembrano oggi la quota più probabile per salvarsi. I 34, invece, rappresenterebbero una soglia molto vicina alla sicurezza. Tradotto sulla classifica del Lecce, che parte da 27, significa che sei punti potrebbero non essere sufficienti, sette terrebbero i giallorossi pienamente dentro la corsa, mentre arrivare a quota nove nel finale cambierebbe in modo netto il quadro.

La corsa salvezza, insomma, non sembra destinata a salire troppo. Il rendimento recente delle squadre coinvolte non suggerisce strappi improvvisi verso l’alto, ma piuttosto una lotta sporca, lenta e compressa, in cui ogni punto pesa più del solito. Per questo oggi la stima più logica porta a una conclusione precisa: per restare in Serie A servirà verosimilmente stare tra i 32 e i 33 punti, con 33 come quota più credibile e 34 come approdo quasi definitivo.

Per il Lecce il messaggio è chiaro. La salvezza è ancora lì, ma passa da un finale in cui non si può più rimandare. Serve fare strada adesso, perché il margine resta stretto, ma il calendario concede ancora spazio per giocarsela fino in fondo.

Lecce, numeri da brividi: la storia si ripete?
Veglie-Atletico Carmiano Magliano, sei Daspo dopo i disordini in Coppa Puglia