Lecce, punizione severa tra emergenza infinita e arbitraggio da incubo
L'editoriale di Marco Marini dopo il 5-1 dello Stirpe: gli infortuni, gli episodi arbitrali e la necessità di reagire subito in vista del Genoa.
Oggi il Lecce più che una squadra di calcio sembra una corsia d’ospedale. Berisha, Ilic, Coulibaly, oltre a Geubbles, e in più Gaspar squalificato; acciaccati Fatah, Ndri ma anche Ndaba e Tiago Gabriel e forse stiamo dimenticando qualcun altro.
Una formazione in condizioni allarmanti ne incontra un’altra in splendida forma, che corre per due e ha l’infermieria vuota. Evoca brutti ricordi sia l'avversaria che il direttore di gara ed entrambi, ognuno con le sue caratteristiche, hanno fatto di tutto per rinverdire quei ricordi. Pessimi. Il Frosinone correttamente, Abisso no. Sia lui che il VAR.
Il Lecce perde pezzi, continuano le defezioni e si sa, l'undici salentino non può fare a meno di tanti elementi contemporaneamente e non accetto che si dica che non si debba parlare di questo (provate a togliere ai ciociari i due esterni per infortunio e poi vediamo). Il primo tempo è stato equilibrato, i giallorossi hanno subìto qualcosa ma hanno anche prodotto: restano impresse nella memoria la bordata di Monteiro sventata in angolo dal portiere avversario ed il colpo di testa mancato da Tiago Gabriel su calcio d’angolo a porta aperta. Poi la solita amnesia con gol in contropiede da parte dei laziali, ma prima dell’intervallo c’è un rigore solare ai danni di Gandelman che sia il fischietto di Molfetta che il VAR non ravvedono. Pensiamo "vabbè con la linea di Orsato se non accoppano qualcuno in area di rigore non fischiano". Dopo un minuto agli ospiti viene concessa la massima punizione grazie ad un tuffo. Ed allora a pensare male si fa peccato, è vero, ma la linea del nuovo designatore degli arbitri vale solo contro il Lecce? Quella è stata la svolta della contesa.
Andare al riposo sull’uno a uno o andarci sul due a zero fa tutta la differenza del mondo. Soprattutto se sei in emergenza, fuori casa e contro la compagine più in forma del torneo che in queste prime uscite veste il ruolo di sorpresa. Cinque a uno è un passivo pesante ma bugiardo, anche se non ci è piaciuto il crollo psicologico dopo la quarta rete (nessuno ci leva dalla testa che fosse in fuorigioco). La rabbia e lo scoramento dopo questa battuta d’arresto devono necessariamente essere metabolizzate in fretta: la competizione è all’inizio e molto lunga.
Certo, momento peggiore per avere così tanti guai fisici onestamente non c’era, uno dopo l’altro proprio quando il calendario aveva previsto il turno infrasettimanale, senza poter avere il tempo per recuperare. Bisogna risorgere con forza, domenica prossima arriva il Genoa al Via del Mare e i ragazzi devono ritrovare loro stessi. In fretta.





