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La prossima tappa del cammino salvezza del Lecce passa da un ostacolo tutt’altro che banale: una Fiorentina che, proprio nel momento chiave della stagione, ha cambiato passo e ritmo. Il successo di misura contro la Lazio – deciso dall’incornata di Robin Gosens su assist di Harrison – è molto più di un semplice 1-0: è il manifesto di una squadra che ha ritrovato solidità, fiducia e concretezza.

Una Fiorentina trasformata

I numeri raccontano meglio di qualsiasi parola il momento viola. Nelle ultime nove giornate sono arrivati 18 punti (5 vittorie, 3 pareggi e una sola sconfitta): un bottino superiore a quello raccolto nelle precedenti 23 gare stagionali. Un’accelerazione da zona Europa più che da lotta salvezza, che pone la Fiorentina alle spalle soltanto di Napoli e Inter nello stesso arco temporale.

Il risultato è chiaro: +8 sulla terzultima posizione, quella occupata proprio dal Lecce insieme alla Cremonese. Un margine che non è ancora sicurezza matematica, ma che cambia completamente l’inerzia mentale della squadra toscana.

Difesa blindata e pragmatismo

Se c’è un dato che deve far riflettere Eusebio Di Francesco è quello legato alla fase difensiva. La Fiorentina arriva da due vittorie consecutive senza subire gol (contro Hellas Verona e Lazio), un segnale di compattezza che non si vedeva da oltre un anno.

Non solo: contro i biancocelesti la squadra ha saputo sbloccare il match e poi gestirlo con maturità, andando all’intervallo in vantaggio – cosa che in casa non accadeva contro la Lazio dal 2021. Tradotto: meno frenesia, più controllo.

fiorentina-Lecce pierotti gudmundsson
Fiorentina-Lecce dell'andata

Tabù Lazio e fiducia ritrovata

Il successo contro la squadra di Maurizio Sarri certifica anche un altro dato significativo: cinque risultati utili consecutivi contro i capitolini (4 vittorie e un pareggio), un filotto che non si vedeva dagli anni ’80. Segnali di una squadra che, oltre ai punti, ha ritrovato autostima.

E tutto questo nonostante assenze pesanti: fuori giocatori chiave come Moise Kean, Nicolò Fagioli e Albert Gudmundsson. La profondità della rosa e le risposte dei singoli stanno facendo la differenza.

Cosa deve aspettarsi il Lecce

Per il Lecce sarà una sfida ad alta intensità mentale prima ancora che tecnica. La Fiorentina è una squadra che oggi sa soffrire, colpire e poi proteggere il risultato. Non concede molto e quando passa in vantaggio diventa difficile da scardinare.

Serviranno ritmo, coraggio e soprattutto precisione negli episodi: perché contro una squadra così compatta, ogni occasione può essere decisiva. La corsa salvezza passa anche da qui, ma il messaggio è chiaro: per strappare punti ai viola servirà una prestazione da Lecce vero.

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