La paura di retrocedere ti fa retrocedere
Tecnico e squadra devono togliersi di dosso la paura della retrocessione in Serie B
La paura a volte è un sentimento necessario. Permette al corpo ed alla mente di percepire il pericolo e di affrontarlo. Senza di essa non ci sarebbe nemmeno la reazione ed allora ben venga la paura.
Eppure, il Lecce ed il suo allenatore sembrano bloccati dalla paura. Come se questa si fosse impossessata delle idee offensive del mister e, di conseguenza, dello spirito battagliero dei ragazzi.
Lo ha detto anche Eusebio Di Francesco nella conferenza stampa post partita: “Mi preoccupa di più il blocco mentale della squadra che gli aspetti tattici”. E questo, a dir la verità, preoccupa anche noi, perché l’aspetto mentale può risultare addirittura più decisivo di quello tecnico. Perchè un blocco psicologico può essere ancora più dannoso della evidente mancanza di qualità presente in rosa. Se la testa non è tranquilla le gambe non girano. Se, invece, la testa è convinta di poter ottenere un risultato anche giocate difficili sembrano un pelo meno complicate.
Tutti hanno paura
Che il gruppo abbia paura pare evidente. Lo testimonia l’assoluta incapacità di reagire ai gol subiti. Il Lecce subisce gol e le partite finiscono. Punto. Encefalogramma piatto e morte cerebrale del paziente, senza nemmeno combattere. Non è normale, però, avere un atteggiamento del genere al quarto anno di Serie A, con un allenatore ed uno staff così esperti per la categoria e pure con diversi giovani presenti in rosa che, per indole, dovrebbero essere più spensierati che spaventati.

Più tranquilli del solito
La piazza, tra l’altro, sta alimentando meno polemiche del solito. La parte calda del tifo ha già ampiamente ribadito che sosterrà la squadra fino all’ultimo, rimandando ogni forma di contestazione a fine stagione, quando i giochi saranno fatti ed il destino segnato. Anche i contestatori da social, nonostante la solita ironia su scelte dirigenziali e giocatori, stanno tenendo un profilo basso, forse spaventati dal fatto che il calendario possa ancora servire un assist ai giallorossi. Certo, poi ci sarebbe comunque da spingere in porta gol e punti ed il problema, al momento, pare proprio quello.
Lecce, la salvezza è nelle tue mani
Il Lecce ha il destino nelle sue mani. Eusebio Di Francesco pure. Questa potrebbe essere davvero l’ultima chance della sua carriera. La terza retrocessione di fila rappresenterebbe la certificazione della sua incapacità nell’ottenere la salvezza seppur, e di questo gli va dato atto, anche in questa stagione ha dovuto fare di necessità virtù, con tante assenze e diversi problemi impronosticabili al momento della sua decisione di accettare l’offerta della società giallorossa.
Al contrario, la quarta salvezza consecutiva per il sodalizio di Via Costadura autenticherebbe la bontà del lavoro svolto anche in questo campionato, nonostante le critiche ed i mugugni sulla costruzione della rosa, e restituirebbe fiducia ed entusiasmo al tecnico.
Ecco, forse è proprio qui la chiave. Dopo due retrocessioni Di Francesco ha paura di retrocedere. Sa cosa si prova e non vuole più rivivere certe emozioni negative. Però la paura va affrontata e superata. Per il proprio bene e per il bene del Lecce. Perchè noi siamo certi di una cosa: la paura di retrocedere ti fa retrocedere.

