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Alarico Rossi, capo del dipartimento scouting dell’Albania, ha rilasciato una lunga intervista a TuttoMercatoWeb:

E' una squadra che non può non tenere conto della storia del suo paese. In Albania ci sono quasi tre milioni di persone, ma molti di più sono gli albanesi in giro per il mondo, emigrati dopo la diaspora: circa nove milioni. Nella maggior parte dei casi i giocatori li andiamo a cercare. Per farlo, abbiamo costruito un sempre più raffinato sistema di scouting.

Come si visionano i giocatori 

Viaggiamo tanto, ma altrettanto lavoriamo col video. Nella nostra lista A ci sono giocatori di 29 leghe differenti e questo vuol dire che, in ogni caso, dobbiamo tener conto dei contesti da cui arrivano, in molti casi diversissimi. Abbiamo creato un database di circa 800 giocatori potenzialmente convocabili. Li seguiamo tutti con l'aiuto della tecnologia. Abbiamo ideato e sviluppato su misura per le nostre esigenze un algoritmo che ci permette di ricevere valutazioni sempre più oggettive sulle prestazioni di ogni singolo giocatore. 

Questo algoritmo tiene conto di tantissimi aspetti, certamente anche del campionato da cui arrivano: un conto è giocare in Norvegia, un altro in Olanda, un altro ancora in MLS. Facciamo scouting utilizzando gli stessi schemi del club, ma con una prospettiva completamente ribaltata: se nelle società quello del visto è l'ultimo dei problemi, per noi è condizione necessaria per andare avanti. Spesso ci troviamo a che fare con giocatori che possono giocare per quattro nazionali differenti. 

Il risultato

Il risultato è che l'Albania al pari di un club è una Nazionale costruita, non scelta. Li andiamo a pescare in giro per il mondo perché i club albanesi da circa cinque anni nemmeno partecipano alle competizioni europee. La seconda conseguenza è il dover accettare di avere a che fare con giocatori che parlano lingue diverse, sono madrelingua non albanesi. Nel nostro spogliatoio si parlano anche 4-5 lingue diverse, così come del nostro staff. Multiculturalità è la nostra parola d'ordine e anche la nostra forza.

Medon Berisha

In molti dall’italia

Inevitabilmente. Per la vicinanza dei due paesi, per la storia, per l'importanza del campionato che porta i giocatori a crescere esponenzialmente. Guardate Djimsiti, grazie all'Atalanta è diventato un centrale fortissimo. Ma ne abbiamo diversi, compreso Ramadani che è approdato a Lecce dopo aver fatto un bel tour dell'Europa. 

Cosa temere di più dell’Italia

E' la squadra detentrice del titolo, ci sono giocatori che conoscono perfettamente questo tipo di partite. L'Italia è composta da top player abituati a giocare ogni tre giorni. 

Un calciatore da consigliare ai club di Serie A

Mario Mitaj: gioca nella Lokomotiv Mosca e so che è molto seguito dalla Juventus. Muci del Besiktas è molto promettente, si farà valere. E poi Armando Broja, ma lui è già noto ai più. 

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