RAMMARICO

Alvini: "Non sono contento del risultato, meritavamo qualcosa in più"

Scritto da Pierpaolo Verri  | 

Massimiliano Alvini, tecnico della Cremonese, è intervenuto ai microfoni della sala stampa al termine della partita contro il Lecce. Queste le sue parole. 

“Non sono contento del risultato, da otto domeniche non sono contento dei risultati. Nelle prime giornate abbiamo tracciato un percorso, sbagliando solo la partita contro la Lazio. Prima di allora abbiamo pareggiato con Atalanta e Sassuolo. Con la Lazio non abbiamo fatto bene, ma ero certo che oggi davanti a un Lecce che rispettiamo e che mi piace avremmo fatto una partita significativa. Forse meritavamo qualcosa in più ma il calcio è questo”. 

“C'è enorme rammarico per alcune occasioni, abbiamo subito il rigore in un momento in cui eravamo in piena gestione. Abbiamo fatto una partita importante. Da 15 giorni ci siamo preparati per giocare così, volevamo coprire il pallone davanti in maniera diversa e lo abbiamo fatto abbastanza bene e ci sono margini di miglioramento. Il campionato è lungo e siamo in corsa, possiamo migliorare ma ci siamo”. 

“Noi vogliamo essere aggressivi, è logico che in alcune partite quando si trova grande qualità si fa fatica in alcuni momenti. Oggi i calciatori sono stati bravi nel far arrivare palle poco pulite a Banda e Strefezza e a tappare le uscite a Hjulmand. La Cremonese può giocare in qualsiasi modo, è importante portare avanti i nostri principi. Ho la fortuna di avere due esterni sinistri come Valeri e Quagliata che rappresentano un grande futuro per il calcio italiano. Così come il Lecce ha Gallo, che è un calciatore che stimo. Sono giocatori che hanno un gran futuro". 

“Il Lecce è una buonissima squadra, che a me piace. Venire al Via del Mare, uno stadio che rispetto tantissimo con il pubblico che ha incitato la squadra e con i nostri 150 tifosi straordinari, e fare questa partita è molto significativo. La sosta ci ha aiutato un po', è stata utile per lavorare su alcune situazioni”.

“La fiducia ce l'ho in me stesso. Calciatori, staff e società sono uniti. Un allenatore deve accettare il rischio di impresa e il rischio di impresa dell'allenatore è l'esonero. Tu puoi avere la fiducia di tutti ma alla fine ti giudica il risultato. L'importante è avere il coraggio di giocare partite come quella di oggi, andiamo avanti su questa strada”.