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“Sono qui oggi perché si tiene un evento importante nella nostra Università. Orgoglio e gioia nel vedere questo legame tra società e università che mette a disposizione di studenti e giovani arbitri questa opportunità. Inoltre sono qui per il grande rispetto dell'US Lecce verso le istituzioni sportive e arbitrali. Anche perché in questo nostro percorso nel calcio abbiamo cercato un modo di rapportarci con la classe arbitrale basato sul confronto. Abbiamo avuto grandi confronti che hanno portato a crescita. Abbiamo un confronto frequentissimo attraverso canali formali che ci vengono forniti. Abbiamo sempre agito in via istituzionale e ci sono stati lunghi confronti sulle regole. Non voglio fare un discorso sullo step on foot. La logica seguita è quella dell'uniformità, dunque lo step on foot è sempre fallo. Mi chiedo: si rischia di snaturare il gioco del calcio esasperando lo step on foot in tutte le zone del campo? È una esasperazione che può portare alla rivalutazione della regola, così come avvenuto per il fallo di mano? Inoltre mi chiedo: prima di introdurre queste linee guida, non sarebbe giusto confrontarsi?”.

Rocchi

Il designatore Rocchi è intervenuto per rispondere alla domanda

Nel corso dell'evento organizzato dal Corso di laurea in Diritto e Management dello Sport Rocchi ha spiegato:“Confermo l'importanza del dialogo con le squadre, dal dialogo ho imparato tanto. È un intervento difficile da valutare, io sono sempre per l'interpretazione in campo. Casi uguali non ricapiteranno. La nostra filosofia è sempre la stessa: se qualcosa accade nell'immediatezza della rete dobbiamo intervenire. Vorrei che queste decisioni vengano prese in campo. Se vengono prese in campo, non ci sono polemiche. Se decidi in campo rompi l'emozione. Rompere poi un sogno può creare dei problemi. Noi siamo aperti al confronto”.

Sull'argomento il designatore Rocchi era già intervenuto nella fase iniziale del suo intervento. 

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