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Vengo da Sora, un paesino, e lì ho iniziato a divertirmi da piccolino”. Inizia così il racconto di Giacomo Faticanti, centrocampista della Juventus Next Gen, che ripercorre su TMW il suo viaggio fatto di salite, cadute e ripartenze.

Poi mio fratello è andato al Frosinone e mia mamma ci portava entrambi. Così ho continuato lì fino all’Under 14”. Il primo vero snodo arriva con la chiamata della Roma: “Sono stati anni bellissimi, inutile negarlo. Sono stato benissimo, fino a diventare capitano della Primavera”.

Il Lecce

Ma il calcio cambia in fretta, e non sempre come si vorrebbe. “Poi le nostre strade si sono separate per diversi motivi”. Da lì un percorso più tortuoso: “Ho trovato il Lecce, ma è stata un’esperienza poco fortunata, poco proficua a livello di presenze”. E ancora: “Poi sei mesi alla Ternana Calcio, con la retrocessione, una parentesi sfortunata”.

Svolta Juventus

Il punto di svolta ha un nome e cognome: Claudio Chiellini. “Quando non mi voleva nessuno, lui ha creduto in me. Questo lo devo sempre ringraziare. Anche quando ero tornato a Lecce mi chiamava tutti i giorni, mi voleva”.

Da lì la rinascita con la Juventus: “L’anno scorso abbiamo fatto una stagione importante, anzi, molto importante. E quest’anno il direttore ha voluto subito ripuntare su di me insieme al mister”. Fiducia ripagata sul campo: “Quello che è successo in questo campionato è stato qualcosa di unico”.

Un ruolo centrale, conquistato giornata dopo giornata sotto la guida di Massimo Brambilla: “Mi ha fatto giocare tutte le partite, mi ha lasciato libertà, mi ha dato le chiavi del centrocampo. Sono grato anche a lui”.

Adesso lo sguardo è avanti: “Affronteremo i play-off nel miglior modo possibile. Però non si cancella quello che è stata la stagione”. Parole semplici, ma piene di consapevolezza. Perché il viaggio di Faticanti è appena entrato nel vivo.

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