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L’Iran potrebbe non partecipare ai Mondiali di calcio del 2026. A sollevare il caso sono state le recenti dichiarazioni del ministro dello Sport iraniano Ahmad Donjamali, che ha lasciato intendere come la nazionale possa rinunciare alla competizione iridata prevista tra Stati Uniti, Messico e Canada.

Secondo quanto riferito dalle autorità iraniane, il contesto politico e militare degli ultimi mesi avrebbe reso difficile immaginare la presenza della nazionale al torneo. Il ministro ha parlato apertamente di condizioni non compatibili con la partecipazione al Mondiale, alimentando uno scenario che fino a poco tempo fa sembrava remoto.

L’Iran si era qualificato regolarmente alla Coppa del Mondo ed era stato inserito nel gruppo G insieme a Belgio, Egitto e Nuova Zelanda. Il torneo prenderà il via l’11 giugno 2026 e rappresenterà la prima edizione della storia con 48 squadre partecipanti.

Cosa dice il regolamento FIFA

Il regolamento della FIFA non prevede un meccanismo rigido per la sostituzione di una squadra qualificata che decidesse di ritirarsi. L’articolo relativo alla gestione di questi casi stabilisce che, in presenza di una rinuncia o di un’esclusione, la decisione finale spetta direttamente alla FIFA, che può adottare qualsiasi misura ritenuta necessaria, compresa la sostituzione con un’altra federazione. 

La federazione che dovesse ritirarsi rischierebbe anche sanzioni economiche. Le norme prevedono infatti una multa di almeno 250 mila franchi svizzeri, che può arrivare fino a 500 mila se la rinuncia avviene nelle settimane immediatamente precedenti al torneo. A questo si aggiungerebbe l’obbligo di restituire eventuali contributi ricevuti dalla FIFA per la preparazione della squadra. 

Non sono escluse nemmeno conseguenze sportive più pesanti, come l’eventuale esclusione da competizioni future organizzate dalla federazione internazionale.

Chi potrebbe prendere il posto dell’Iran

Se la rinuncia venisse confermata, la FIFA dovrebbe decidere quale nazionale inserire al posto dell’Iran. L’ipotesi più probabile sarebbe quella di pescare una squadra della stessa confederazione asiatica, per mantenere l’equilibrio tra le quote continentali.

Tra i nomi che circolano nelle indiscrezioni figurano Iraq ed Emirati Arabi Uniti, squadre coinvolte nel percorso di qualificazione e negli spareggi della zona asiatica. Tuttavia, il regolamento lascia ampio margine di discrezionalità alla FIFA, che potrebbe anche valutare soluzioni diverse a seconda del momento in cui arriverebbe l’eventuale rinuncia. 

Per ora non esiste ancora una decisione ufficiale. La partecipazione dell’Iran resta formalmente confermata, ma le dichiarazioni del ministro dello Sport hanno aperto uno scenario che potrebbe costringere la FIFA a intervenire prima dell’inizio del torneo.

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