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Il 10 marzo scorso Francesco Camarda ha compiuto 18 anni. Un traguardo simbolico per un ragazzo che nel calcio italiano sembra esistere da sempre, ma che in realtà è ancora all’inizio del suo percorso. A Lecce, dove è arrivato in prestito dal Milan la scorsa estate, l’attaccante classe 2008 ha vissuto una stagione particolare: piena di aspettative, ma anche di ostacoli.

In questi mesi si è parlato molto di lui, spesso senza guardare davvero cosa è successo in campo. E forse proprio qui sta la domanda più interessante: cosa ci siamo persi davvero di Camarda in questa stagione?

L’impatto con la Serie A

Il salto dalla Primavera e dalle categorie giovanili alla Serie A non è mai semplice. Per Camarda lo è stato ancora meno, perché il suo nome era già diventato un simbolo di precocità.

Il centravanti milanese è entrato nella storia come il più giovane esordiente di sempre in Serie A, debuttando a 15 anni con il Milan, e poco dopo è diventato anche il più giovane italiano a giocare in Champions League.

A Lecce, ma soprattutto in A, ha trovato un calcio molto diverso da quello a cui era abituato: difensori più esperti, ritmi più alti e un livello di fisicità completamente nuovo. Il risultato è stato un apprendistato inevitabilmente duro, ma necessario per capire cosa significhi giocare tra i professionisti.

I numeri della stagione

Finora l’attaccante ha collezionato diverse presenze in Serie A con la maglia giallorossa, spesso entrando dalla panchina o giocando spezzoni di partita.

Il bilancio, dal punto di vista puramente statistico, racconta di minuti distribuiti in più gare e di un solo gol segnato, arrivato contro il Bologna. Una produzione limitata rispetto alle sue abitudini nelle giovanili, dove spesso aveva più reti che presenze. Non per questo una stagione negativa. Anzi.

Ma la Serie A è un’altra cosa. Non perdona nulla, soprattutto a chi ha ancora 17 anni e un fisico in pieno sviluppo.

L’infortunio che ha interrotto il percorso

A complicare ulteriormente la stagione è arrivato anche un problema fisico. Camarda si è fermato per un infortunio alla spalla che ha richiesto un intervento chirurgico alla fine di gennaio, costringendolo a uno stop di diverse settimane proprio nel momento in cui stava provando a ritagliarsi più spazio. Una frenata importante, perché per un attaccante così giovane il ritmo delle partite è fondamentale per crescere.

Il talento resta evidente

Nonostante i numeri ancora contenuti, in campo Camarda ha lasciato intravedere qualità che spiegano perché il Milan e la Nazionale lo considerino uno dei prospetti più interessanti della sua generazione. Tecnica pulita, senso del gol e capacità di stare in area sono caratteristiche che si erano già viste nelle giovanili rossonere e nelle nazionali under, dove ha segnato con grande continuità. 

Il problema non è il talento. Il problema, oggi, è il tempo.

Il vero punto sarà la prossima stagione

Compiuti i 18 anni, la carriera di Camarda entra in una fase diversa. Ora può firmare contratti più lunghi e soprattutto deve iniziare a trovare continuità di gioco. Che sia ancora a Lecce, al Milan o in un altro club, la prossima stagione diventerà decisiva: serviranno minuti, errori, gol e partite vere.

Perché il talento precoce è solo il primo passo. Il resto lo fa il percorso. E quello di Francesco Camarda è un paradosso perché è già cominciato, ma deve ancora cominciare.

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