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Il caso Lameck Banda torna sulla stampa zambiana dopo la multa da 256.250 euro disposta dal Collegio Arbitrale italiano. Il 18 ottobre ZamFoot, testata che segue da vicino i calciatori della nazionale dello Zambia, ha dedicato un articolo alla controversia tra l'esterno, il Lecce e l'Al-Swehly. Al centro del racconto ci sono la decisione pronunciata in Italia, l'ingaggio attribuito al calciatore in Libia e il procedimento ancora aperto davanti alla FIFA.

Non viene annunciato un nuovo verdetto internazionale. La novità giornalistica è il ritorno della vicenda nel Paese d'origine di Banda, con un riepilogo di ciò che è stato deciso e di quello che resta da accertare. ZamFoot scrive anche che il giocatore percepirebbe circa 800mila euro all'anno dall'Al-Swehly: una cifra riportata dalla stampa, non confermata da documentazione contrattuale pubblica.

Banda-Lecce, che cosa ha stabilito il Collegio Arbitrale

Il pronunciamento del 16 ottobre ha accolto le domande del Lecce su due questioni: la scadenza del rapporto di lavoro, riconosciuta al 30 giugno 2027, e il grave inadempimento del calciatore, che dal 1° luglio 2026 non aveva ripreso l'attività sportiva con la società salentina nonostante le convocazioni.

Da questa valutazione deriva la sanzione disciplinare di 256.250 euro prevista dall'Accordo Collettivo. PianetaLecce aveva già ricostruito gli effetti del lodo nell'articolo pubblicato il 16 ottobre. La multa non va confusa con il risarcimento chiesto dal club in sede internazionale: sono due aspetti giuridicamente distinti.

Gli 800mila euro in Libia: una cifra riferita, non un nuovo contratto ufficiale

Nel servizio firmato da Aaron Mubanga, ZamFoot attribuisce a Banda una retribuzione annua di circa 800mila euro con la società di Misurata. È lo stesso ordine di grandezza citato anche dalla stampa italiana in occasione del lodo. Non c'è quindi una nuova comunicazione dell'Al-Swehly sullo stipendio, né un documento che permetta di certificare oggi l'importo.

Il dato serve però a capire perché la prospettiva economica sia entrata fin dall'estate nel racconto del trasferimento. Il rapporto tra Banda e il Lecce si è interrotto in modo contestato, mentre il club libico ha sostenuto la legittimità del proprio tesseramento. La diversità delle posizioni resta il presupposto della controversia internazionale.

Il transfer provvisorio e la causa FIFA: cosa cambia davvero

ZamFoot ricorda che ad agosto Banda aveva ottenuto la possibilità di giocare per l'Al-Swehly attraverso un'autorizzazione provvisoria al trasferimento. Quella misura non equivale a una sentenza sul merito della disputa contrattuale. Consente l'attività sportiva durante l'esame del caso, senza stabilire automaticamente chi debba risarcire chi.

Il tema era già emerso in estate ed era stato seguito anche da PianetaLecce al momento del trasferimento provvisorio. Dopo il lodo del 16 ottobre, resta da attendere la valutazione degli organi competenti della FIFA sulla richiesta risarcitoria del Lecce nei confronti di Banda e sulle eventuali responsabilità del club libico.

La società giallorossa chiede un risarcimento per il recesso che considera privo di giusta causa e l'applicazione delle sanzioni previste dalle norme internazionali. Non risultano, allo stato, una quantificazione definitiva del risarcimento né una decisione FIFA conclusiva. Sarebbe quindi scorretto presentare i 256.250 euro come l'intera posta economica del contenzioso.

Da Zambia a Libia, il caso Banda continua a far discutere

La ricostruzione di ZamFoot arriva dopo l'attenzione riservata alla stessa vicenda dalla stampa araba. Il 17 ottobre PianetaLecce aveva raccontato la copertura della stampa libica alla vigilia della gara dell'Al-Swehly contro l'Espérance.

Il quadro, per ora, rimane questo: un lodo italiano già pronunciato, un calciatore che ha ricevuto il via libera provvisorio per giocare in Libia e una controversia internazionale ancora senza esito annunciato. Il prossimo vero aggiornamento arriverà soltanto da nuovi atti o decisioni ufficiali della FIFA.

La Commissione dà ragione al Lecce sulla sospensione dello stipendio

Un nuovo elemento si aggiunge al contenzioso tra il Lecce e Lameck Banda. La Commissione indipendente per la verifica dell’equilibrio economico e finanziario delle società sportive professionistiche, interpellata direttamente dal club giallorosso, ha espresso un parere favorevole alla possibilità di sospendere la retribuzione del calciatore durante il periodo di irreperibilità. 

La Commissione ha chiarito che, sebbene la semplice esistenza di una controversia non permetta normalmente di escludere un'obbligazione dai debiti considerati ai fini dei controlli finanziari previsti dall'articolo 95 delle NOIF, nel caso specifico assume rilievo l'Accordo Collettivo FIGC-Lega Serie A-AIC, che contempla la sospensione dell'obbligo di corrispondere lo stipendio in caso di irreperibilità del calciatore. 

Il pronunciamento, reso noto il 19 ottobre, riguarda quindi il trattamento retributivo e i suoi riflessi sui controlli economico-finanziari del club, ma non costituisce una decisione definitiva sulla controversia contrattuale internazionale tra Banda e il Lecce, ancora distinta dal procedimento relativo al risarcimento richiesto dalla società salentina davanti agli organi FIFA.

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