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La Primavera del Lecce allenata da Simone Schipa continua a stupire e conferma un momento di forma straordinario. Dopo la prestazione super contro l’Inter, il successo allo scadere sull’Atalanta e la vittoria sul Bologna, i giallorossi mettono a referto un altro colpo superando anche la Juventus.

simone schipa

La classifica sorride

Un successo pesante, che cambia il volto della stagione dei Giallorossi: il Lecce, dopo questo filotto di vittorie, passa da una posizione di piena lotta salvezza al nono posto in classifica, portandosi a ridosso della zona playoff e rilanciando con forza le proprie ambizioni. Al momento la formazione allenata da mister Schipa dista appena due punti dal Genoa, attualmente sesto in classifica e ultimo club a occupare una posizione utile per l’accesso ai playoff. Con 30 punti in 21 partite, i Giallorossi possono guardare al futuro con più tranquillità rispetto ad inizio stagione.

I motivi del cambio di passo

Inizio altalenante e difesa ballerina: il Lecce ha iniziato il nuovo corso con risultati che facevano pensare ad un campionato da vivere costantemente nei bassifondi. Poi, qualcosa è cambiato. Il passaggio alla difesa a tre ed il ritorno di Scott sono stati essenziali per trovare la quadra e svoltare il campionato. Ma se c'è una cosa che salta all'occhio guardando le partite della Primavera, è il non arrendersi mai, lottare per 90 minuti anche quando il risultato è sfavorevole. Non a caso, questa Primavera ha conquistato diversi punti da posizione di svantaggio o nei minuti finali.

La maglia sudata…sempre

Emblematico, in questo senso, è il pareggio in trasferta contro la Juventus: nella partita d'andata, infatti, i Giallorossi perdevano 3 a 1 al 90°. Al termine del match, il tabellino recitava 3 a 3. Determinante è stato il ruolo di mister Simone Schipa, che ha trasmesso a una squadra composta in gran parte da stranieri il valore della maglia, l’importanza della lotta per novanta minuti e la determinazione a contendersi ogni pallone.

I giocatori fondamentali di questa squadra

Sono molti i punti fermi di questa squadra, a partire dall'estremo difensore classe 2008 Penev, che di match in match ha acquisito fiducia rivelandosi spesso decisivo. Il trio difensivo si dimostra solido e affidabile: Pehlivanov, Scott e capitan Pacia sono forti fisicamente, capaci di farsi valere dietro ma anche in fase offensiva (sono ben 5 i gol siglati dai difensori centrali in questa stagione). Dalla Costa è cresciuto notevolmente da inizio anno, ed inizia a mettere a segno colpi importanti. Gorter è il cervello della squadra, Kovac è abile negli inserimenti ed ha grandi colpi da fuori area, mentre Laerke si distingue come l'assistman del campionato Primavera. Ultimo, ma non per importanza, Paco Esteban.

Esteban

Paco Esteban: il futuro passa dai suoi gol?

Arrivato in estate dal Betis, parliamo di un attaccante capace non solo di far gol, ma anche di puntare l'uomo, dialogare con i compagni e svariare su tutto il fronte offensivo. I numeri parlano per lui: 12 gol in 17 partite. Solo Mikolajewski del Parma ha fatto meglio in questa stagione. C'è un dato curioso: ogni volta che segna, il Lecce non perde mai, con un bilancio di 8 vittorie, 3 pareggi e 0 sconfitte. Inoltre, lo spagnolo ha messo a segno cinque partite consecutive con gol.

Troppo presto, però, per catapultarlo nella realtà di Serie A. In tanti, in troppi non sono riusciti a compiere il grande salto nonostante prestazioni sontuose nel campionato giovanile. A Lecce abbiamo gli esempi di Brunete, ma anche quello di Persson, arrivato dalla Primavera della Roma dopo un campionato da 12 reti e 6 assist. Il talento c'è e si vede, quindi lasciamolo sviluppare con calma.

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