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L’EDITORIALE

Prima sconfitta, i tuttologi dei social hanno già sentenziato

Scritto da Marco Marini  | 

Dopo la sconfitta di Cremona, netta nel risultato, ognuno ha la sua verità, presunta. Quella che risolverebbe tutti i problemi. E ci potrebbe anche stare se invece non si mettesse il carico sulle verità personali, sulle simpatie ed antipatie (sempre personali) se non si inserissero pensieri populisti e qualunquisti sotto tutti gli articoli, le news, le interviste. 

Pensieri non articolati, insulti verso i colori giallorossi, preconcetti accusatori che un vero tifoso del Lecce non avrebbe mai. Va bene la frustrazione dopo la prestazione per certi versi oscena di Cremona, ma chi ha il Lecce nel cuore proprio non ce la fa a puntare il dito, ad insultare o almeno non dopo la prima partita di campionato.

I doppiofedisti si ed i social ne sono pieni. Parliamo degli occasionali, di quelli che spesso guardano solo il risultato e poi si riversano sul web per dare sfogo alle proprie frustrazioni. A danno del Lecce. Noi li conosciamo tutti e sappiamo perfettamente che lo "scrivere contro" è un modo vigliacco per mettersi in mostra

Un tifoso del Lecce, un vero tifoso, riesce immediatamente a cogliere chi scrive con cognizione di causa, con passione e chi invece lo fa per offendere, chi per "darsi ragione" ed infine, non da meno, chi sbaglia i nomi dei calciatori, chi scrive puttanate insomma. Manca, in quasi tutti i commenti "di insulti", l'analisi di quello che è accaduto contro la Cremonese, la ricerca dei motivi e l'eventuale spiegazione. 

Partiamo dall'inizio: il Lecce non aveva nell'11 titolare oggetti misteriosi presi da Mercurio, come vogliono farci credere, ma Gabriel, Lucioni e Gallo, tutti qui da anni, più Tuia (non un novellino) ed un solo esordiente cioè Gendrey. Questa era la linea difensiva. A centrocampo a parte l'esordio pessimo di Blin (che aspetterei a giudicare negativamente) c'erano Majer, qui da anni e Hjulmand, il migliore dello scorso torneo a Lecce. In attacco accanto a Coda capocannoniere dello scorso campionato, Strefezza (campionati di A e di B alle spalle) e l'italianissimo Olivieri che lo scorso anno ha vinto il campionato con l'Empoli. I subentranti sono stati Paganini (almeno dieci campionati in B) e quando è toccato  agli altri (Listkowski, Helgason e Calabresi) la partita era bella e chiusa.

Quindi, dove sono tutti questi marziani che sarebbero venuti a Lecce, passando per le Isole Galapagos, ad indebolire la squadra? Semplice, non esistono! La ricerca dei motivi che hanno portato alla pessima prestazione contro la Cremonese deve ricercarsi altrove, ma il disfattista non ce la può fare. Poi, la squadra non è al completo ed il mercato non è finito. Magari Baroni non ha trovato la quadratura del cerchio, magari questa squadra spiccherà il volo oppure no. Chi può dirlo? Si può giudicare la prestazione, certamente in maniera negativa quella di domenica, non tutto il mondo giallorosso. È sbagliato oltre che pretestuoso, fa il male del Lecce e di chi ci lavora cercando di riportarlo in alto, mettendoci la faccia ed i capitali, magari con altre idee e con i mezzi  a disposizione, certamente non pochi. Calma e gesso.