Lazio, Sassuolo e Monza vivranno un calciomercato differente: ecco perché
Le tre squadre della Serie A hanno due strade da percorrere adesso
Secondo quanto appreso e riportato da Calcio e Finanza, a seguito delle verifiche della commissione indipendente sull’equilibrio economico e finanziario delle società sportive professionistiche, Lazio, Sassuolo e Monza sono stati sottoposti a provvedimenti che prevedono la necessità di muoversi sul mercato estivo solamente con operazioni a saldo positivo, ossia operazioni che prevedono un acquisto solo dopo aver compiuto una cessione di saldo maggiore.
Cosa si guarda?
Il riferimento è all’indicatore di Costo del Lavoro Allargato, uno dei parametri utilizzati per verificare la sostenibilità economico-finanziaria delle società di Serie A. Quando un club non rispetta il livello-soglia previsto al 31 marzo o al 30 settembre, la Commissione incaricata effettua le verifiche e comunica alla FIGC l’eventuale eccedenza di costo da ripianare.
A quel punto, secondo l’articolo 90, comma 4, lettera A), il Segretario Generale della FIGC dispone la non ammissione alle operazioni di tesseramento per la sessione di mercato interessata. La norma, però, prevede una deroga: il club può comunque tesserare nuovi calciatori se ogni operazione in entrata è integralmente coperta dal saldo positivo generato nella stessa sessione di mercato.
Questo significa che, esattamente come nel caso della Lazio, anche Sassuolo e Monza potranno acquistare o tesserare nuovi giocatori soltanto se prima, o contestualmente, riusciranno a generare spazio economico sufficiente attraverso uscite o interventi sui contratti.
Cosa prevede nella fattispecie l’articolo
L’articolo 90, comma 4, lettera A), prevede in particolare che:
- in caso di mancato rispetto del valore soglia dell’indicatore di Costo del Lavoro Allargato al 31 marzo o al 30 settembre, la Commissione comunica alla Segreteria Generale della FIGC l’esito delle verifiche e l’eccedenza di costo da ripianare;
- il Segretario Generale della FIGC può disporre la non ammissione alle operazioni di tesseramento dei calciatori per la sessione estiva o per quella invernale;
- il divieto non è assoluto, perché la società può comunque procedere a nuovi tesseramenti se, per ogni operazione, la Lega Serie A verifica la copertura integrale degli impegni economico-finanziari;
- questa copertura deve derivare da un saldo positivo generato nella stessa sessione di mercato;
- il saldo positivo può arrivare da cessioni di calciatori, trasferimenti, rinunce agli emolumenti o risoluzioni contrattuali;
- ai fini del calcolo non rileva soltanto il saldo finanziario complessivo, ma anche il confronto tra il costo contrattuale residuo dei calciatori usciti e il costo contrattuale dei nuovi calciatori tesserati;
- fino alla revoca del provvedimento, il costo contrattuale dei calciatori già tesserati non può essere rinegoziato al rialzo, salvo il caso dei professionisti in scadenza entro la stagione sportiva successiva.
Il punto centrale, quindi, non è soltanto l’eventuale incasso da una cessione. La norma tiene conto anche del peso dei contratti. Se un calciatore viene ceduto o risolve il contratto, il club può liberare costo residuo. Ma per tesserare un nuovo giocatore dovrà dimostrare che il nuovo impegno economico sia coperto dal risparmio o dalle risorse generate dalle operazioni in uscita.

Possibili interventi da parte di Monza, Lazio e Sassuolo
Le NOIF (Norme Organizzative Interne Federali) prevedono tuttavia anche la possibilità di chiedere la revoca del provvedimento. L’articolo 90, comma 5, stabilisce infatti che le società di Serie A possano presentare istanza al Segretario Generale della FIGC, inviando la documentazione necessaria, se l’eccedenza di costo contestata viene successivamente coperta.
Le soluzioni previste dalla norma sono diverse:
- versamenti in conto futuro aumento di capitale;
- aumenti di capitale già versati;
- versamenti in conto copertura perdite;
- finanziamenti postergati ed infruttiferi dei soci;
- utilizzo delle riserve utili se distribuibili ai soci nel rispetto della normativa vigente, contabilizzate nelle situazioni patrimoniali intermedie al 31 marzo o al 30 settembre, previa delibera dell’assemblea dei soci di apposizione di un vincolo di indisponibilità e quantificazione dell’importo da utilizzare;
- utilizzo delle risorse derivanti da cessioni pro soluto dei crediti relativi ad operazioni di trasferimento dei calciatori in ambito nazionale ed internazionale;
- utilizzo delle risorse derivanti da cessioni pro soluto dei crediti relativi alla cessione dei diritti audiovisivi non già contabilizzati nei ricavi federali.
Le strade per Sassuolo e Monza, oltre che per la Lazio, sono queste qui. O risanare la situazione attraverso un azionista o svolgere un calciomercato nel quale un acquisto deve seguire necessariamente ad una cessione.
Di certo, questo potrà condizionare diverse scelte di mercato e rappresentare un ostacolo in parecchie trattative.

