Caso Banda, dalla Libia: "L’Al Swehl ritiene di aver agito nel rispetto delle regole contrattuali e regolamentari"
Il club libico insiste: la proroga del Lecce sarebbe stata esercitata senza il consenso del giocatore. I salentini hanno già coinvolto gli organismi calcistici internazionali
Il caso Lameck Banda continua a tenere banco in casa Lecce e rischia ora di trasformarsi in un vero e proprio braccio di ferro internazionale. Al centro della vicenda c’è il futuro dell’esterno zambiano, ma soprattutto il nodo legato alla validità del suo contratto con il club salentino. Una situazione che, nelle ultime ore, ha assunto contorni sempre più delicati.
Alla base della rottura tra Banda e il Lecce ci sarebbero divergenze di natura contrattuale. Il giocatore, infatti, non avrebbe gradito il rinnovo unilaterale fino al 2027 esercitato dalla società e sarebbe intenzionato a proseguire altrove la propria carriera. Una posizione che avrebbe alimentato la distanza con il club e aperto nuovi scenari sul futuro del calciatore.
La pista libica
Nella giornata di ieri, secondo quanto riferito dal giornalista libico Muha El Gadamsi, Banda si sarebbe recato al Cairo insieme a una delegazione dell’Al Swehli SC, società di Misurata impegnata nella preparazione della prossima stagione e qualificata alla prossima CAF Champions League.
Il club libico aveva già manifestato concretamente il proprio interesse per l'esterno zambiano. Nelle scorse settimane, infatti, l'Al Swehli si sarebbe visto respingere dal Lecce un'offerta ufficiale per il cartellino, inferiore al milione di euro. Parallelamente, però, la società avrebbe presentato al giocatore una proposta economica particolarmente importante: circa 12 milioni di dinari libici complessivi per un contratto biennale, vale a dire circa 1,63 milioni di euro totali.
Una proposta che avrebbe evidentemente fatto breccia nelle intenzioni del giocatore, ma che apre inevitabilmente un interrogativo: quale sarebbe, oggi, la reale situazione contrattuale di Banda?
Il nodo della proroga
È proprio questo il punto sul quale si concentra la versione dell'Al Swehli. In un nuovo aggiornamento pubblicato su X, El Gadamsi ha riferito che il club libico sarebbe convinto che il contratto di Banda con il Lecce fosse già scaduto e che la società salentina avesse successivamente esercitato unilateralmente una proroga di un anno, senza la conoscenza o il preventivo consenso del calciatore.
Secondo questa ricostruzione, la vicenda avrebbe fatto infuriare Banda e sarebbe stata una delle ragioni decisive che lo hanno spinto a prendere le distanze dal Lecce.
L'Al Swehli, inoltre, sulla base dei documenti e delle informazioni in suo possesso, riterrebbe di avere una posizione giuridica solida e sostiene di aver agito nel rispetto del quadro contrattuale e regolamentare applicabile. Una presa di posizione che, se confermata, rischia di trasformare la vicenda in un caso ben più complesso di una semplice trattativa di mercato.

Il Lecce non resta a guardare
Di fronte all'ipotesi che l'Al Swehli possa procedere al tesseramento del calciatore senza il nullaosta del Lecce, il presidente Saverio Sticchi Damiani ha reagito immediatamente. Il club salentino ha infatti inviato una comunicazione ufficiale di allarme e contestazione a tutti gli organismi competenti.
La segnalazione è stata indirizzata alla FIFA e alla CAF, la Confederazione Africana del Calcio, ma anche alla FIGC e al CONI, con un coinvolgimento diretto del presidente Giovanni Malagò. Il Lecce ha inoltre informato le federazioni calcistiche di Zambia e Libia.
Il messaggio della società giallorossa è dunque chiaro: il club considera ancora Banda un proprio tesserato e intende tutelare la propria posizione in tutte le sedi competenti. Il timore è che possa concretizzarsi un'operazione di tesseramento del giocatore da parte dell'Al Swehli senza il consenso della società italiana.
Una partita che ora si gioca anche fuori dal campo
Il caso Banda, insomma, è entrato in una fase nuova. Da una parte c'è il Lecce, che rivendica la validità della proroga contrattuale e ha scelto di muoversi formalmente coinvolgendo gli organismi calcistici nazionali e internazionali. Dall'altra c'è l'Al Swehli, convinto della propria posizione e intenzionato a puntare sul calciatore, mentre Banda sembra aver ormai maturato la volontà di lasciare il Salento.
Ora la parola passa agli atti e alle carte. Sarà infatti la documentazione contrattuale a dover chiarire se la proroga esercitata dal Lecce sia stata legittimamente perfezionata e quali siano, di conseguenza, i diritti delle parti sul giocatore.
Per il club salentino non è soltanto una questione di mercato: è una partita da difendere sul piano giuridico e federale. E, vista la dimensione internazionale assunta dalla vicenda, il caso Banda è tutt'altro che vicino alla sua conclusione.



