Lecce-Roma da dimenticare in fretta
Ci si aspettava una squadra galvanizzata dopo il punto strappato contro la Juventus, abbiamo ritrovato una formazione inutilmente appagata, stanca e messa in campo con criteri discutibili. Poi ci ha pensato il signor Sacchi a vedere tutto, proprio tu
Dopo aver visto Lecce-Roma la sensazione è stata la seguente: i capitolini in massima emergenza sono arrivati nel Salento a fare la “provinciale” hanno triplicato le forze, alzato il ritmo della partita soffocando le velleità dei loro avversari e sono riusciti a vincere; il Lecce, stanco ma con la pancia piena dopo il punto ottenuto contro la Juventus si è “specchiato” e complici le scelte iniziali di Di Francesco, unitamente ad una direzione di gara che ha indirizzato a senso unico tutti gli episodi dubbi della partita, si è schiantato contro un muro, facendosi molto male.
Contro una Roma così rimaneggiata ci si aspettava che i giallorossi giocassero sulla stessa falsa riga della prestazione di due giorni prima: corsa, dedizione, concentrazione ed invece la squadra è entrata in campo molle, già stanca mentalmente (poi anche fisicamente) e vittima sacrificale. Irriconoscibile. La Roma non ha fatto granchè, gli è bastato piazzare Dybala a fare l'elastico su Tiago Gabriel, senza neanche troppa convinzione che il giovanotto di belle speranze è andato in tilt: quando l'argentino si schiacciava sulla linea dei difensori lui andava a nozze ma quando si tirava fuori per dialogare coi compagni, non lo seguiva mai.
Da questo movimento, fatto e rifatto nella prima mezz'ora e mai compreso, nasce il primo gol. La reazione del Lecce si è infranta sui limiti qualitativi dell'organico ma anche sulle scelte capotiche della coppia Di Francesco e Del Rosso: due ali sinistre (Banda e Sottil) schierate insieme ma quella fuori posizione in grande difficoltà ed allora via alle inversioni di fascia e poi alle re-inversioni fino a scimunire completamente loro ed i compagni che dovevano servirle; nel secondo tempo accadeva la stessa identica cosa quando ha immesso due ali destre (Pierotti e 'Ndri) facendone giocare una a sinistra. Era davvero così difficile alternare gli esterni con giudizio senza perderne uno per tempo?
Ovviamente le carenze del Lecce contro la Roma non sono da ascriversi esclusivamente alle fasce, anche se una squadra come quella salentina è stata pensata e costruita per avere più qualità sugli esterni mentre quantità nella zona nevralgica del campo. Ad ogni modo, ogni velleità, seppur faticosa di risalita da parte degli uomini di DiFra è stata oscurata dalla direzione di gara del signor Sacchi il quale è stato bravissimo a vedere tutto quello che è accaduto sul terreno di gioco, ma l'ha visto a senso unico, contro il Lecce.
La partita contro la Roma è terminata con il risultato di 0-2, probabilmente il Lecce paga i tanti incontri ravvicinati (e ne sono previsti altri) ma nonostante non sia stata una serata performante ha avuto l'opportunità di riaprire la partita nel momento in cui i laziali stavano cominciando ad abbassare i ritmi e non riuscivano più a mantenere salda la direzione della gara: accelerazione di 'Ndri sulla destra, palla rasoterra arretrata a prendere in contropiede la linea di difesa che correva verso la porta, Pierotti si avventa a porta spalancata ed invece di scaricare su quella palla tutta la rabbia che avrebbe dovuto avere in corpo, decide per il tocchetto di piatto destro ma non impatta la sfera che finisce lentamente sul fondo. Ecco, si era ancora sull'uno a zero a favore degli uomini di Gasperini e siamo convinti che mettere dentro quel pallone avrebbe cambiato l'inerzia della partita ed anche il risultato.
Il Lecce deve mettersi immediatamente alle spalle questa prestazione, le sensazioni negative che sicuramente ne sono scaturite e concentrarsi sin da subito nello scontro diretto di domenica contro il Parma, alle 12.30 al Via del Mare.
Di contro, l'area tecnica, con in testa Pantaleo Corvino, siamo sicuri che in questa finestra invernale di mercato troverà il modo di mettere a disposizione del tecnico quegli elementi che serviranno da qui alla fine per migliorare l'organico e renderlo più affidabile.
L'obbiettivo va raggiunto e le occasioni non vanno sprecate, i dirigenti lo sanno perfettamente e stanno lavorando in tal senso, lo si deve ai tifosi del Lecce ed al presidente Saverio Sticchi Damiani.








