Frantoi ipogei del Salento: 5 luoghi da visitare in autunno
Da Gallipoli a Vernole, passando per Specchia e il Capo di Leuca: cinque antichi frantoi sotterranei per scoprire la storia dell’olio nel Salento.
Scendere qualche metro sotto le piazze e le campagne del Salento significa entrare in un mondo che per secoli ha lavorato mentre in superficie la vita continuava normalmente.
I frantoi ipogei erano ambienti scavati nella roccia nei quali si lavoravano le olive. Gli spazi sotterranei garantivano condizioni più stabili durante i mesi della produzione e permettevano di conservare meglio l’olio.
L’autunno è uno dei periodi più adatti per riscoprirli: mentre ricomincia il ciclo dell’olio nuovo, questi luoghi permettono di capire da dove nasce una parte importante della storia economica e agricola del Salento.
- 1. Il frantoio di Palazzo Granafei a Gallipoli
- 2. Il frantoio della Madonna dei Panetti ad Acquarica
- 3. Il frantoio Scupola nel centro di Specchia
- 4. Il frantoio Caffa sotto la piazza di Vernole
- 5. Frantoio ipogeo Mulino a Vento, vicino Otranto
- Perché i frantoi erano costruiti sottoterra
- Gallipoli e l’olio lampante
- Un itinerario da fare in due giorni
1. Il frantoio di Palazzo Granafei a Gallipoli
Si trova in via Antonietta De Pace, nel cuore del centro storico di Gallipoli, a pochi passi dalla Cattedrale di Sant’Agata. Gli ambienti sotterranei conservano macine, presse, vasche e sistemi utilizzati per la lavorazione dell’olio.
A Gallipoli l’olio lampante rappresentò per secoli una delle principali merci d’esportazione verso il Nord Europa. La visita al frantoio si inserisce quindi bene in un itinerario tra centro storico, Cattedrale e mura.
Frantoio Ipogeo di Palazzo Granafei
📍 Dove: Via Antonietta De Pace 87, Gallipoli
🕒 Visita: orari stagionali; attualmente indicata apertura mattutina 10:00-13:00
💶 Prezzo indicativo: circa 1,50 euro, da confermare
☎️ Telefono: 0833 264242
ℹ️ Consiglio: verificare sempre l’apertura prima di partire.
2. Il frantoio della Madonna dei Panetti ad Acquarica
Nel territorio di Presicce-Acquarica, il complesso di Celsorizzo conserva uno dei luoghi più interessanti per comprendere la civiltà rurale del Capo di Leuca.
Il frantoio ipogeo può essere inserito negli itinerari organizzati dalla Pro Loco di Acquarica insieme alla chiesa della Madonna dei Panetti, al borgo medievale, al castello e al Museo del Giunco Palustre.
Frantoio ipogeo della Madonna dei Panetti
📍 Dove: Presicce-Acquarica, complesso di Celsorizzo
🕒 Visita: su prenotazione
💶 Prezzo pubblicato: 4 euro; under 14 gratis
📱 Telefono / WhatsApp: 351 0538885
✉️ Email: [email protected]
ℹ️ In autunno: concordare preventivamente giorno e orario.
3. Il frantoio Scupola nel centro di Specchia
Specchia è già una delle mete più interessanti per una passeggiata autunnale nel basso Salento. Sotto il borgo si trova anche il frantoio ipogeo Scupola, formato da due ambienti realizzati in epoche differenti.
La parte più antica viene datata intorno al XV secolo e conserva una macina, torchi alla genovese e vasche di decantazione. Un secondo ambiente, scavato successivamente, conserva altre macine e torchi alla calabrese.
Frantoio ipogeo Scupola
📍 Dove: Via Foschi 2, Specchia
🕒 Visita: da verificare con la Pro Loco
💶 Prezzo: non risulta pubblicato un biglietto ordinario aggiornato
☎️ Telefono: 0833 1831722
📱 Cellulare: 346 3740648
✉️ Email: [email protected]
4. Il frantoio Caffa sotto la piazza di Vernole
A Vernole la sorpresa è letteralmente sotto la piazza principale.
Il frantoio ipogeo Caffa, scavato nella roccia di Piazza Vittorio Veneto, risale al XVI secolo. Conserva la vasca per la spremitura delle olive, presse alla calabrese e alla genovese, la stalla utilizzata per gli animali e gli ambienti destinati alla conservazione delle olive e dell’olio.
Frantoio ipogeo Caffa
📍 Dove: Piazza Vittorio Veneto, Vernole
🕒 Visita: aperture gestite dalla Pro Loco
💶 Prezzo: non risulta pubblicato un biglietto ordinario aggiornato
✉️ Email: [email protected]
ℹ️ Consiglio: contattare la Pro Loco prima della partenza.
5. Frantoio ipogeo Mulino a Vento, vicino Otranto
A Uggiano la Chiesa, a pochi chilometri da Otranto, il Borgo Mulino a Vento conserva un frantoio ipogeo del XVI secolo. La visita guidata attraversa gli ambienti scavati nella roccia e può essere abbinata a una degustazione dell’olio prodotto dalla struttura.
È probabilmente l’opzione più adatta a chi vuole trasformare la visita storica in una vera esperienza gastronomica.
Frantoio Ipogeo Mulino a Vento
📍 Dove: Uggiano la Chiesa, zona Borgo Mulino a Vento
🕒 Visita: prenotazione consigliata; fascia indicativa 9:00-18:00
💶 Prezzo: da richiedere in fase di prenotazione
☎️ Telefono: 0836 812942
✉️ Email: [email protected]
Perché i frantoi erano costruiti sottoterra
La posizione ipogea non era una scelta estetica. Gli ambienti sotterranei assicuravano condizioni più stabili durante i mesi dedicati alla produzione e permettevano di conservare meglio l’olio.
Dentro si trovavano macine azionate dagli animali, torchi, vasche di decantazione, depositi per le olive, stalle e piccoli spazi nei quali i lavoratori potevano riposare.
Gallipoli e l’olio lampante
Gallipoli permette di comprendere anche l’altra faccia di questa storia. Per secoli una parte importante dell’olio prodotto nel territorio non era destinata alla cucina, ma all’illuminazione e agli usi industriali.
L’olio lampante gallipolino raggiungeva diversi mercati europei e contribuì alla ricchezza della città. Palazzi, chiese e frantoi sotterranei raccontano quindi due aspetti della stessa economia.
Un itinerario da fare in due giorni
Per chi parte da Lecce, una prima giornata può essere organizzata tra Vernole, Uggiano la Chiesa e Otranto. La seconda può invece scendere verso Specchia e Presicce-Acquarica, terminando a Gallipoli.
Gli orari dei siti culturali minori possono cambiare tra alta e bassa stagione: prima di partire è sempre consigliabile contattare direttamente le strutture o le Pro Loco.

