header logo

Il principio di non colpevolezza

Le persone segnalate all'A.G., il procedimento si trova nella fase preliminare e che eventuali colpevolezze in ordine alle violazioni contestate dovranno essere accertate in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

Una condanna per violenza domestica si trasforma in arresti domiciliari. È quanto accaduto ieri mattina a Trepuzzi, dove i Carabinieri della locale Stazione hanno dato esecuzione a un ordine dell'Ufficio di Sorveglianza di Lecce: un uomo di 39 anni, residente nel paese, è stato sottoposto al regime della detenzione domiciliare presso la propria abitazione.

A incastrarlo è stata una denuncia. Tutto ha avuto inizio nell'aprile scorso, quando la ex moglie ha trovato il coraggio di presentarsi dai Carabinieri e raccontare mesi di violenze e soprusi. Da quel momento, i militari hanno avviato una meticolosa attività investigativa che ha portato all'identificazione del 39enne come presunto responsabile di maltrattamenti e lesioni personali.

Il quadro emerso dalle indagini è pesante. Secondo l'ipotesi accusatoria, l'uomo avrebbe messo in atto, in più occasioni, comportamenti minacciosi e violenti nei confronti della coniuge. Una spirale culminata in un'aggressione fisica che ha lasciato segni concreti: lesioni giudicate guaribili in cinque giorni.

La macchina della giustizia si è messa in moto rapidamente. Sin dalle prime fasi, i Carabinieri hanno attivato le procedure di tutela della vittima, coinvolgendo l'Autorità Giudiziaria e ottenendo l'emissione di una misura di protezione. Al termine del procedimento, il tribunale ha inflitto all'uomo una condanna definitiva a un anno e sei mesi di reclusione, da scontare tra le mura di casa.

 

Mondiali 2026, la Fifa cambia le regole: dal VAR esteso alle sostituzioni rapide, ecco cosa cambia
Maltrattamenti in famiglia a Nardò, 51enne arrestato