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Il periodo di sosta del campionato e le trasferte consecutive hanno offerto al Via del Mare una finestra preziosa per un intervento atteso da tempo: lo smontaggio della copertura sulla tribuna centrale. I lavori, programmati proprio per sfruttare l'assenza prolungata di gare casalinghe, dovranno essere ultimati in vista del prossimo impegno interno, il monday match di Pasquetta contro l'Atalanta.

Il cantiere, tuttavia, si è trovato a fare i conti con condizioni meteorologiche tutt'altro che favorevoli. Il maltempo che ha colpito Lecce in questi giorni — tra raffiche di vento e piogge persistenti — non ha consentito alcuna interruzione dei lavori, che per rispettare le tempistiche hanno dovuto proseguire senza sosta. Il risultato è che le inevitabili disconnessioni del terreno, sia all'interno dello stadio che nelle aree esterne, si sono riempite di terra e detriti trascinati dalle intemperie, rendendo alcuni percorsi di accesso difficoltosi e potenzialmente pericolosi per il transito dei tifosi.

Una situazione che preoccupa concretamente in vista di Lecce-Atalanta, gara che richiamerà quasi certamente un alto numero di spettatori. Il rischio allo stato è soltanto quello di disagi logistici. Prefettura e Questura, di concerto con Comune e Società, stanno lavorando duramenre per fare in modo che la partita si svolga senza limitazioni di pubblico. Eventuali restrizioni per le aree di accesso più accidentate rappresenterebbero uno scenario che, se dovesse concretizzarsi, avrebbe conseguenze pesanti sia per il club che per i tifosi.

Il Lecce è consapevole del problema e si è già attivato per scongiurare questo esito. La ditta incaricata dei lavori del lotto due è finanziata, come noto, con fondi dei "Giochi del Mediterraneo" e opera su un impianto di proprietà comunale. La società giallorossa non ha alcuna titolarità diretta sulla gestione del cantiere e non può intervenire autonomamente. L'unica strada percorribile resta quella dell monitoraggio istituzionale affidato a Prefettura, Questura e Comune ognuno per le proprie competenze.

Una vicenda che, al di là dell'aspetto sportivo, riporta al centro del dibattito il tema della gestione degli impianti pubblici e della collaborazione — in questo caso virtuosa (almeno fino ad ora) — tra club e amministrazioni locali e periferiche dello Stato. Con il fischio d'inizio che si avvicina, il tempo stringe. C'è una salvezza da raggiungere, sopratutto attraverso la spinta del Via del Mare; le istituzioni lo sanno, speriamo anche le ditte al lavoro...

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