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Lunedì sera, al Stadio Via del Mare, non sarà solo una partita: sarà uno scontro di identità. Da una parte il Lecce di Eusebio Di Francesco, dall’altra la Fiorentina di Paolo Vanoli. E i numeri, dopo 32 giornate di Serie A, raccontano già una storia precisa.

Equilibrio nelle presenze, divario nello stile

Le partite giocate sono identiche (32 a 32), ma è tutto il resto a cambiare. La Fiorentina ha completato 11.676 passaggi contro i 7.858 del Lecce: un dato che fotografa subito il diverso approccio. I viola comandano il gioco, i salentini lo interpretano.

E non è solo quantità: la precisione nei passaggi dice 84,7% Fiorentina contro 75,3% Lecce. Tradotto: la squadra di Vanoli palleggia meglio e sbaglia meno, mentre quella di Di Francesco accetta più rischio, cercando verticalità e ritmo.

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Fiorentina-Lecce dell'andata

Fasce e cross: viola più produttivi

Sulle corsie esterne emerge un altro dato interessante. La Fiorentina ha messo a segno 93 cross riusciti, contro i 73 del Lecce. Anche la precisione è leggermente superiore (20,3% contro 19,8%).

Numeri che suggeriscono una maggiore continuità offensiva sugli esterni per i viola, mentre il Lecce sembra più selettivo: meno traversoni, ma spesso inseriti in azioni più rapide.

Dribbling: la differenza che può spaccare la partita

Qui il gap si allarga davvero. La Fiorentina domina con 223 dribbling riusciti e una percentuale del 48,9%, contro i 176 e 39,6% del Lecce.

È il dato più “Gazzetta-style” della partita: qualità individuale contro organizzazione. I viola hanno più giocatori capaci di saltare l’uomo, il Lecce invece punta sul collettivo e sulle transizioni.

Il verdetto dei numeri

I dati dicono Fiorentina, ma non in modo schiacciante. Il Lecce è meno preciso e meno tecnico, ma più diretto. E nel calcio, soprattutto di lunedì sera, non sempre vince chi palleggia meglio.

Sarà una partita di nervi, duelli e dettagli. E come spesso accade, potrebbe deciderla proprio ciò che i numeri non raccontano.

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