Milan-Lecce 1-0: ancora una sconfitta di misura contro una big, ma il Lecce è vivo
Il Lecce perde un'altra "battaglia" ma la "guerra" non è ancora finita, c'è tutto il tempo di intervenire ed affilare le armi perchè, come sempre, i giallorossi venderanno cara la pelle
Il Lecce perde ancora di misura contro l'altra milanese, con lo stesso punteggio e dopo aver fornito la stessa prestazione sia con l'Inter che con il Milan. Squadra ordinata, compatta, linee strette nonostante i sistemi di gioco differenti utilizzati da Di Francesco, ma una volta recuperato il pallone sono venuti fuori, sia mercoledì che contro i rossoneri, i limiti tecnici che questa squadra ancora non riesce a superare. Non che contro le prime due del campionato fosse pacifico portare a casa punti, quelli persi realmente sono contro il Parma, tre punti sanguinosi che il Lecce avrebbe dovuto portare in classifica, ma in terra lombarda gli uomini di DiFra ci hanno provato.
Fra problemi fisici e squalifiche il tecnico giallorosso ha dovuto fare di necessità virtù e onestamente la squadra ha risposto “presente” al netto di quanto dicevamo prima. Contro il Milan ha dovuto cambiare sistema di gioco a causa della squalifica di Veiga, ha abbandonato la difesa a quattro per passare a quella con tre centrali coadiuvati da Gallo e Pierotti sugli esterni, una sorta di 3-5-2, o se vogliamo essere pignoli un 5-3-1-1 ma la sostanza non cambia. Non cambia perchè anche con una nuova disposizione la squadra ha dimostrato di poter tenere botta, ha fatto una partita gagliarda e di sacrificio ma il problema della fase offensiva è rimasto.
Tutti sufficienti gli interpreti, con Falcone sugli scudi, ma nessuno può ritenersi soddisfatto della fase offensiva e il gioco di una squadra va valutato in ambo le fasi. Il Lecce, soprattutto nei primi quarantacinque minuti di gioco ha recuperato tanti palloni, ha avuto la possibilità di ripartire in velocità ed in verticale ma gli errori di misura nei passaggi hanno complicato la manovra. Nel secondo tempo è stato ancora più difficile a causa della stanchezza e perchè alcuni ruoli non hanno i sostituti. E' una costante che si ripete purtroppo e non va bene per una piccola provinciale che deve riuscire ad ottimizzare quel poco che le capita o che riesce a procurarsi. Un'altra sconfitta, che mette i giallorossi nella posizione di terz'ultima a pari punti con una rinata Fiorentina; si sapeva che gennaio sarebbe stato un mese oltremodo complicato, anzi si sta rivelando più complesso di quanto non ci si aspettasse. C'è da dire però che la squadra lotta ed è presente ma soprattutto che il campionato non è finito oggi, né finirà il trentuno gennaio. Ci sono giorni importanti per definire le entrate e le uscite di questo organico fino alla fine del mercato e poi una volatona che durerà oltre tre mesi nella quale il Lecce deve dimostrare di meritare la permanenza in serie A. Non ci sono scuse, il tempo per riprendersi c'è tutto e come abbiamo imparato anche lo scorso anno, i campionati finiscono quando finiscono davvero.
La prossima sarà in casa contro la Lazio, non facciamo l'errore di andare all'arrembaggio e di ritenere la partita da “ultima spiaggia” perchè non è così. Ci vuole testa per raggiungere gli obbiettivi, non come contro il Parma, perchè poi si finisce per regalare gare che sono alla portata.
Vorremmo vedere il bicchiere mezzo pieno dopo questa doppietta a San Siro: la squadra c'è e probabilmente basterebbe poco dal mercato per migliorare la fase offensiva. Poi ci divertiamo.








