Le origini del Via del Mare: come è nato e chi lo ha costruito
Il racconto ed i ricordi di Arturo Catanzaro, nipote dell'imprenditore che costruì l'impianto dei giallorossi
Sono in pieno svolgimento i lavori di riqualificazione dello stadio Via del Mare, destinato a trasformarsi in una struttura moderna e all'avanguardia. Un impianto rinnovato, grazie all'impegno della società giallorossa che è riuscita ad intercettare i fondi stanziati per i Giochi del Mediterraneo che si svolgeranno a Taranto dal 21 agosto al 3 settembre 2026.

Via del Mare: restyling e copertura
L'impianto del Lecce è al centro di un'importante opera di restyling che ne cambierà completamente il volto grazie a lavori di impermeabilizzazione dei gradoni, manutenzione straordinaria della Tribuna Est, sostituzione dei seggiolini, rifacimento del manto erboso e del sistema di irrigazione, oltre alla riorganizzazione di bar, area hospitality, servizi igienici, uffici, primo soccorso, mixed zone e area snack ed infine, anche grazie alla realizzazione di una copertura integrale. Ma com'è nato l'impianto salentino? E chi lo ha costruito? Il Via del Mare che vediamo oggi è profondamente diverso da quello che era negli anni sessanta.
Dal Carlo Pranzo al Via del Mare
Prima dello stadio Via del Mare, il Lecce giocava le partite casalinghe presso il “Carlo Pranzo" (ex calciatore della squadra salentina, deceduto durante la seconda guerra mondiale). Quell'impianto era situato a ridosso delle muro cittadine, in prossimità di Porta Napoli.

1961: l'anno della svolta
Nel 1961 l'appalto per realizzazione del nuovo stadio comunale fu affidata alla ditta Arturo Catanzaro: “La quantificazione dell'appalto era in 200milioni (di lire, ndr), di cui 167 il primo lotto che fu affidato a mio nonno. Gli altri erano il secondo e terzo lotto, quindi le rimanenze, legati alle opere relative al manto erboso ma anche ad interventi sulla strada di Via del Mare, dandole l'ampiezza che oggi si vede", ha spiegato Arturo Catanzaro, nipote dell'imprenditore che costruì le prime fondamenta dell'impianto salentino, intervenuto in esclusiva nel podcast di PianetaLecce disponibile su YouTube.
La "doppia" inaugurazione
Lo stadio fu inaugurato nel 1966 con un’amichevole tra Lecce e Spartak Mosca. Ma, come racconta Catanzaro, l’evento destinato a entrare davvero nella storia arrivò l’anno successivo: “Per inaugurare questo stadio, in quegli anni, ci fu qualcosa di incredibile. Giocò il Santos di Pelé (1967, ndr)”. L’idea fu dell’allora presidente giallorosso Marcello Indraccolo, che ebbe l’intuizione di “reinaugurare” lo stadio approfittando del tour europeo della squadra brasiliana. L’amichevole contro il Santos richiamò circa 20mila spettatori sugli spalti e regalò al pubblico tre reti di “O Rei”.
L'auspicio di un Museo nello stadio
Catanzaro parla di come sia importante ripercorrere la storia dell'impianto, magari dedicando una porzione di stadio a chi, effettivamente, lo ha creato: “Mi sembra giusto ripercorrere la storia e dare a chi ha contribuito a creare questo stadio il giusto riconoscimento”. Poi l'auspicio: “Mi piacerebbe che nel nuovo stadio ci fosse un museo, per ripercorrere storicamente le fasi dello stadio, con documenti, progetti relativi al primo stadio e quello che ne è seguito successivamente”. Infine si dice “Assolutamente disposto a dare ciò che è in mio possesso” qualora dovesse essere realizzato.

La ristrutturazione degli anni '80
Quella costruita dalla ditta Catanzaro, fu la base di partenza del moderno Via del Mare: la struttura che vediamo oggi, infatti, con le curve ed il famoso "crescent della tribuna, è invece opera dell'impresa edile Rozzi (di Ascoli), che nel 1985, in appena tre mesi, riuscì ad ampliare l'impianto rendendolo quello che è oggi. Per vedere quello che invece sarà, dovremo aspettare ancora qualche mese.




