header logo

Prima di commentare l’espulsione comminata dal direttore di gara Fabio Maresca ai danni di Kialonda Gaspar, dobbiamo tornare indietro di circa 15 minuti. 

Il cartellino giallo 

Minuto 76’, campanile nei pressi della linea di centrocampo, Maleh prova ad intervenire di testa ma l’arbitro, inavvertitamente, lo ostacola, non permettendogli di saltare. Ostruzione.

Il pallone, a quel punto, termina sulla testa di McKennie che, a sua volta, serve Woltemade. Il tedesco della Juventus ingaggia un duello con Gaspar, con il difensore giallorosso che alla fine lo tira giù. Maresca è lì, non ascolta le ragioni di Maleh ed estrae, anzi, il cartellino giallo per Gaspar. Quest’ultimo si lamenta ed inizia a gesticolare nei confronti dell’arbitro che, però, in quel momento lo ignora.

Due pesi e due misure 

Dinamica di intervento molto simile a quella che ha visto protagonisti Geubbels e Bremer al quinto minuto di gioco. Il francese era sgusciato via al difensore bianconero, che lo ha dovuto fermare con le cattive. In questa circostanza, però, Maresca ha lasciato giocare, non fischiando nemmeno il fallo. Niente sanzione qui e addirittura giallo nel secondo tempo. Metro di giudizio differente per due situazioni praticamente uguali. Strano.

gaspar

L'espulsione 

Poi c’è l’espulsione. Ultimo minuto di gioco. Woltemade tiene il pallone vicino la bandierina e Gaspar glielo contende. I due si strattonano a vicenda, il difensore prova a far carambolare la sfera sui piedi dell’attaccante ma senza successo. Il pallone finisce in angolo, Gaspar si rivolge all’arbitro urlando “Ehhh, guarda” ed indicando la sua maglietta tirata un po’ troppo da parte del centravanti. Poi si gira e corre verso la sua porta, facendo un gesto con la mano e parlottando a bassa voce. Difficile, molto difficile, che il direttore di gara abbia sentito le parole del centrale angolano che, tra l’altro, non parla un fluente italiano. Probabilmente, invece, Maresca si è risentito del gesto di Gaspar, un modo universale per esprimere dissenso. 

Di certo, il difensore giallorosso ha commesso una grossa ingenuità, compiendo un gesto inconcepibile - così lo ha definito anche il presidente Saverio Sticchi Damiani -  a partita ormai scaduta. Dall’altra parte, si è trovato di fronte un arbitro parecchio fiscale, pronto subito a tirare fuori il cartellino rosso in un’occasione nella quale sarebbe bastato un richiamo accompagnato dal fischio finale. Tra l’altro, trattasi di rosso diretto che, regolamento alla mano, costringerà il centrale a due giornate di squalifica.

Non è la prima volta 

Per chiudere, dobbiamo ricordare che questa non è la prima ingenuità commessa da Kialonda Gaspar. Anche lo scorso anno, nel match perso in casa contro il Parma e ricordato soprattutto per l’intervento killer di Banda ai danni di Del Prato, il difensore angolano si è reso protagonista di un fallo di reazione su Pellegrino, con conseguente espulsione e squalifica per tre giornate. 

Insomma, crediamo che sia arrivato il momento di catechizzare anche dal punto di vista dell’atteggiamento l’ex Estrela Amadora. Un giocatore della sua esperienza non può permettersi di commettere questi gravi errori, che condizionano le scelte del mister anche per le prossime partite. 

NOVITÀ SU PIANETALECCE
Ora puoi dire la tua
Iscriviti e partecipa alla discussione. Ti basta la tua email.
↓
Dove trovo i commenti? Cerca Commenti sotto la foto della notizia oppure in basso sullo schermo del tuo smartphone.
Sticchi Damiani: "Avrei voluto vedere un primo tempo come il secondo. E su Gaspar..."
Lecce, fatali i dettagli e i regali d'inizio gara