Sticchi Damiani: “Possiamo scrivere pagine mai scritte”
Il presidente del Lecce parla prima della sfida contro la Juventus: “La Serie A è spietata, guai ad abbassare la guardia”
Saverio Sticchi Damiani, presidente del Lecce, è intervenuto ai microfoni di SportMediaset nel prepartita della sfida contro la Juventus, soffermandosi sul momento della squadra, sul lavoro di Eusebio Di Francesco e sulla crescita del club giallorosso.
Il numero uno del Lecce ha parlato della corsa salvezza e del significato delle grandi sfide nel percorso dei giallorossi:
“Siamo sempre alla ricerca dell'impresa, ogni campionato. Queste gare rappresentano l'impresa nell'impresa, mi emoziono, ma soprattutto mi fa pensare che possiamo scrivere pagine mai scritte perché consolidarsi in Serie A dà opportunità che non abbiamo mai avuto”.
Sticchi Damiani ha poi invitato l’ambiente a mantenere alta l’attenzione nonostante il margine accumulato in classifica:
“Saranno 3 partite difficilissime, il campionato può andare in qualunque modo, non mi illudo e non vorrei che qualcuno pensasse che i 4 punti rappresentino un margine di garanzia perché non è così. Conosco troppo bene la Serie A per sapere quanto sia spietata, vuol dire non abbassare la guardia e in questo Di Francesco è un martello”.
Parlando del tecnico giallorosso, il presidente ha evidenziato il lavoro svolto durante la stagione:
“Con il mister stiamo lavorando benissimo, questo incremento di 5 punti da una stagione all'altra è frutto del suo lavoro e non può che essere apprezzabile in ottica futura”.
Infine, Sticchi Damiani ha ribadito la linea gestionale del club e la filosofia societaria che il Lecce porta avanti negli ultimi anni:
“Siamo un club che ha determinati valori, bilanci anomali nel mondo del calcio, non abbiamo debiti. Gestisco il Lecce come se fosse un'azienda che non può correre il rischio di fallire per raggiungere a tutti i costi il risultato sportivo, non sarei un buon padre di famiglia. Siamo destinati a soffrire due volte: quando prendiamo uno sconosciuto e quando lo vendiamo perché è diventato importante. Il tifoso però è intelligente, capisce che è un modo per rendere la società più strutturata e ambiziosa”.





