Corvino scuote il Lecce: “Noi abbiamo più da perdere della Juve”
Il dt giallorosso a Tuttosport: “È Davide contro Golia”. E su Vlahovic: “Un pezzo di cuore”
La pressione della salvezza contro il peso della Champions. Lecce-Juventus non è una partita come le altre e Pantaleo Corvino lo racconta senza filtri nell’intervista concessa a Tuttosport. Il responsabile dell’area tecnica salentina fotografa così il momento dei giallorossi: “Sicuramente abbiamo più da perdere noi. Stiamo parlando di una partita tra Davide e Golia: il Lecce è condannato a soffrire fino alla fine per non retrocedere”.
Corvino pensiero
Parole forti, pesanti, che spiegano bene il clima che si respira attorno al Via del Mare. Per Corvino, infatti, la lotta per restare in Serie A vale più di tutto: “Rispetto all’obiettivo Champions della Juve, con tutto il rispetto, abbiamo qualcosa in più da perdere noi”.
Nel corso dell’intervista a Tuttosport, il dirigente del Lecce difende anche il lavoro di Eusebio Di Francesco, confermando piena fiducia nel tecnico: “Mancano tre giornate e possiamo dire che siamo pienamente soddisfatti del mister. Abbiamo cinque punti in più rispetto all’anno scorso e siamo contenti di come rappresenta i principi del club e i valori del territorio”.
Corvino poi guarda avanti e si augura che il finale di stagione possa regalare a Di Francesco un epilogo diverso rispetto alle ultime esperienze: “Speriamo sia più fortunato delle ultime stagioni a Frosinone e Venezia e daremo tutto affinché possa esserlo”. Quindi l’elogio alla scuola italiana degli allenatori: “Gli allenatori italiani sono tra i più preparati al mondo”.
Non manca un passaggio dedicato alla Juventus e a Luciano Spalletti, definito da Corvino “tra i più rappresentativi per l’arte del fare”. Il dirigente salentino ne esalta il percorso e la filosofia calcistica: “È un’eccellenza. Sono uguali nell’arte del fare, pur con risultati diversi. Ma provengono da una scuola simile: col gioco sono riusciti a dare forma a grandi creature”.
Vlahović
Il momento più personale dell’intervista a Tuttosport arriva però quando si parla di Dušan Vlahović. Corvino si lascia andare ai ricordi: “Vlahovic è un pezzo di cuore, ma speravo tornasse più tardi”. Poi il retroscena sui tempi della Fiorentina: “Lo presi giovanissimo tra lo scetticismo generale, occupando uno slot da extracomunitario. La sua cessione ha segnato un record storico per la Fiorentina”.
Per Corvino il centravanti serbo resta un campione capace di fare la differenza: “Gli infortuni lo hanno frenato, ma il gol su punizione contro il Verona non è frutto del caso: affinava quel colpo da ragazzino, quando lo vedevo allenarsi dalla mia finestra”.
E sul futuro in bianconero non ha dubbi: “È in un top club e non ha bisogno dei miei consigli. Penso possa ancora dare tanto alla Juventus e i bianconeri possono solo trarre benefici da un giocatore simile a pieno regime: ce ne sono pochi come lui”.





