Corvino a lezione: "Ferito dalle critiche. Ora c'è bisogno di energia, di un altro direttore"
Le parole dell'ex direttore dell'Area Tecnica del Lecce agli studenti del Corso di Formazione per Direttore Sportivo nel Calcio
L’ex dirigente del Lecce, Pantaleo Corvino, ha incontrato nella mattinata odierna gli studenti del Corso di Formazione per Direttore Sportivo nel Calcio presso l'Università del Salento.
Il direttore del Dipartimento di Scienze Giuridiche, Luigi Melica, ha sottolineato come “E' un onore avere un dirigente come Pantaleo Corvino ad una lezione del Corso di Formazione per Direttore Sportivo nel Calcio. Corvino ha potuto spiegare ai nostri studenti ed ai nostri corsisti tutte le dinamiche e tutte le situazioni che si possono verificare nel mondo del calcio dilettantistico e professionistico. Auguriamo a Pantaleo Corvino - conclude Melica - di poter tornare non solo qui in Dipartimento, all'Università del Salento, ma di tornare ad essere quel dirigente che tutti hanno apprezzato nel mondo del calcio".

Prima di parlare agli studenti, però, il dirigente vernolese è ritornato sul suo addio alla compagine di via colonnello Costadura, ammettendo di non essere “Nelle condizioni di fare ancora questi risultati in sostenibilità. C'è bisogno di energia, quindi di un altro direttore, mentre io devo recuperare le mie energie. Spero che chi arrivi o chi rimanga non venga accomunato a me, perché non fa parte del mio modus operandi. Se lavoro sono in prima linea, sono un capo-branco”.
Poi, Corvino parla delle critiche ricevute, viste dal direttore come “Un qualcosa di importante, mi hanno fatto crescere. Le ho sempre prese bene", spiega, ammettendo però di non aver "Mai accettato cattiverie, insulti, offese e insinuazioni. Dentro di me non ho accettato che su 14 anni a Lecce, 11 volte sono stato in A, tre B vinte, 3 scudetti Primavera, ma ho sempre avuto uno striscione pronto con la scritta ‘vattene’ quando non siamo stati in zona promozione o salvezza conclamata. Questo tipo di critiche mi hanno fatto male e mi hanno ferito, perché ho fatto questi risultati nel mio territorio".
Infine, un consiglio ai più giovani: “Devono sognare, solo chi sogna può raggiungere certi obiettivi. I sogni vanno coltivati e difesi con tenacia”. Sul modello Corvino? "Sono un manager, il calcio è un'azienda anomala. Ognuno ha il proprio modello, ogni strada porta a Roma. Io conosco la mia strada. Ieri era quella di creare un modello e di aggiustarlo. E oggi so che un modello può essere anche in funzione del domani. E lavoro anche per questo".

