Cheddira, cinque partite per segnare e prendersi il Lecce
L’attaccante è chiamato a convincere il club giallorosso: il riscatto è in bilico, il finale di stagione vale tutto
Cinque partite per prendersi tutto. O per rischiare di restare sospeso, a metà strada tra quello che poteva essere e quello che ancora può diventare. Walid Cheddira si gioca il futuro con la maglia del Lecce addosso e un cronometro che scorre veloce: il diritto di riscatto fissato a circa 4 milioni non è un dettaglio, è una scelta che il club farà anche — e soprattutto — su queste ultime curve di stagione.
Arrivato il 22 gennaio dal Napoli, dopo aver interrotto l’esperienza al Sassuolo, Cheddira ha ritrovato Eusebio Di Francesco, uno che lo conosce bene dai tempi di Frosinone. Un ritorno che doveva essere scintilla, continuità, magari anche rilancio. Fin qui, però, la luce è rimasta intermittente.
Cheddira al Lecce
I numeri raccontano una storia che pesa: dodici presenze, 672 minuti in campo, ma zero gol e zero assist con il Lecce. Un dato che stride, soprattutto per un attaccante chiamato a dare ossigeno a una squadra in lotta per non retrocedere. L’unica rete stagionale resta quella segnata con il Sassuolo, in un’altra vita calcistica, lontana da questo presente fatto di rincorsa e occasioni mancate.
Non è solo una questione di gol, però. È la sensazione generale che manca il guizzo, l’episodio, quel momento che può cambiare percezione e fiducia. Sei tiri complessivi, appena due nello specchio: troppo poco per incidere davvero. Come se Cheddira fosse rimasto a metà, tra l’inserimento nei meccanismi e la necessità di prendersi responsabilità.

Eppure il contesto potrebbe essere quello giusto per riaccendersi. Di Francesco non rinuncia alla sua idea di calcio, prova a costruire, a proporre anche contro avversari più attrezzati. È un sistema che può valorizzare un attaccante mobile, generoso, capace di attaccare gli spazi. Proprio quello che Cheddira ha dimostrato di saper fare in passato.
Le parole dell'agente di Cheddira
Le dichiarazioni nel meso scorso del suo agente, Bruno Di Napoli, lasciano tutto aperto: a fine stagione si tireranno le somme, senza fretta ma con attenzione. Tradotto: il destino è ancora nelle mani del giocatore. Cinque partite per convincere il Lecce, ma anche per mandare un messaggio al Napoli, che ne detiene il cartellino.
Adesso non c’è più margine per aspettare. Servono segnali, magari un gol sporco, un assist, una giocata che rompa l’equilibrio. Perché nella corsa salvezza ogni dettaglio pesa, e Cheddira lo sa: questo è il momento di trasformare la pressione in occasione. O di veder scivolare via un treno che, a gennaio, sembrava quello giusto.



