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Walid Cheddira continua a cercare il gol perduto. L’attaccante giallorosso non segna dalla sfida contro l’Inter, quando vestiva la maglia del Sassuolo, e da allora il suo rendimento sotto porta non è più riuscito a decollare.

Dal Sassuolo al Lecce: cambia il contesto, non i numeri

Il passaggio al Lecce ha garantito a Cheddira maggiore continuità. Il minutaggio medio a partita è cresciuto sensibilmente, segnale di fiducia da parte dello staff tecnico e di un ruolo più centrale nel progetto offensivo.

Tuttavia, questo aumento di impiego non si è tradotto in un miglioramento dello score realizzativo. I numeri parlano chiaro: l’attaccante fatica a incidere in zona gol, nonostante una presenza più costante in campo.

Il dato che pesa

Il digiuno realizzativo si è prolungato nel tempo, diventando un fattore anche a livello psicologico. Per un attaccante, la continuità sotto porta è determinante, e l’assenza di gol rischia di influire su fiducia e lucidità nelle scelte.

Il contributo alla squadra

Al di là dei gol, Cheddira continua a offrire disponibilità e lavoro per la squadra. Movimento, pressione e partecipazione alla manovra restano elementi presenti nel suo gioco, ma non sufficienti, al momento, per compensare la mancanza di reti.

La necessità di sbloccarsi

In una fase cruciale della stagione, il Lecce ha bisogno anche dei gol dei suoi attaccanti. Ritrovare la via della rete potrebbe rappresentare un punto di svolta, sia per il giocatore che per la squadra.

Il tempo stringe e le partite pesano sempre di più: per Cheddira, l’obiettivo è uno solo, tornare a segnare.

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