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Non sempre una stagione si misura con i gol, gli assist o le presenze. A volte racconta molto di più quello che succede lontano dal campo, nei giorni in cui il pallone resta fermo e la battaglia diventa soprattutto mentale. È il caso di Riccardo Sottil, esterno del Lecce ma di proprietà della Fiorentina, che ha affidato ai social un messaggio intenso, sincero, quasi liberatorio.

Anno duro

Quest’anno non è stato semplice, soprattutto fuori dal campo”, ha scritto Sottil sul proprio profilo Instagram, ripercorrendo mesi complicati segnati dalla lombalgia che ne ha pesantemente limitato rendimento e continuità. Un problema fisico diventato anche emotivo, fino alla resa inevitabile: “Purtroppo gli infortuni fanno parte del calcio e nella vita ci sono situazioni contro cui non puoi fare molto”.

Parole che fotografano la frustrazione di un giocatore arrivato in Salento con grandi aspettative e che invece ha dovuto convivere con il dolore e con la sensazione di non poter incidere come avrebbe voluto. Il passaggio più forte del messaggio è forse quello in cui Sottil racconta il lato più umano della sua stagione: “È stato un periodo duro, difficile da accettare e da vivere, perché dentro avevo tanta voglia di aiutare la squadra e dare tutto per questi colori”.

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Sottil

Un’ammissione che sa di rimpianto, ma anche di appartenenza. Perché nonostante le poche apparizioni e un’annata vissuta più ai box che sul campo, il legame con l’ambiente giallorosso non è mai venuto meno. “Mi dispiace non aver potuto mostrare il vero Riccardo, quello che conoscete e che avrebbe voluto dare di più al gruppo e alla città”, ha aggiunto l’esterno classe ’99.

La salvezza

Eppure, dentro una stagione personale amara, resta almeno la gioia collettiva. La salvezza conquistata dal Lecce ha dato un senso diverso anche ai mesi più complicati vissuti dall’ex viola. “Nonostante tutto, ho cominciato a lottare ogni giorno senza mollare mai. E vedere il Lecce raggiungere la salvezza rende tutto ancora più speciale”.

Infine il ringraziamento, semplice ma sentito, a chi gli è rimasto accanto nei momenti più difficili: “Grazie a chi mi è stato vicino in questo percorso”. Parole che chiudono un messaggio dal tono autentico, lontano dalla retorica. Perché certe stagioni non lasciano soltanto numeri: lasciano cicatrici, consapevolezza e voglia di ripartire.

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