Camminare nel Salento in autunno: 7 percorsi tra mare, boschi e borghi
Dalle Cesine al Ciolo, passando per Porto Selvaggio e la costa di Otranto: sette itinerari da percorrere a piedi quando il caldo lascia spazio alla stagione migliore per camminare.
Camminare nel Salento in autunno significa riscoprire il territorio con un ritmo completamente diverso. Quando il caldo si attenua e le spiagge si svuotano, sentieri costieri, boschi, zone umide e antichi tratturi diventano uno dei modi migliori per vivere il Salento fuori stagione.
Non serve essere escursionisti esperti per iniziare. Ci sono percorsi brevi e accessibili e itinerari più lunghi da affrontare con maggiore preparazione. Abbiamo selezionato sette luoghi e percorsi da fare a piedi nel Salento, dalla costa adriatica allo Ionio, passando per riserve naturali e antiche vie rurali.
- 1. Le Cesine: camminare nella grande zona umida alle porte di Lecce
- 2. Porto Selvaggio e Palude del Capitano
- 3. Il Sentiero delle Cipolliane tra il Ciolo e Novaglie
- 4. Le Vie del Sale di Corsano
- 5. La Vecchia Ferrovia di Corsano
- 6. Torre Nasparo e Bosco Le Chiuse a Tiggiano
- 7. Da Otranto verso Porto Badisco, lungo i sentieri del Parco
- Perché l'autunno è il momento giusto per camminare nel Salento
- Dal mare ai boschi: il Salento fuori stagione
1. Le Cesine: camminare nella grande zona umida alle porte di Lecce
La prima proposta è anche una delle più vicine a Lecce. La Riserva Naturale e Oasi WWF Le Cesine, nel territorio di Vernole, si estende per circa 348 ettari ed è uno degli ambienti umidi più importanti del Salento.
Il percorso attraversa paesaggi molto diversi tra loro: paludi costiere, pinete, leccete, gariga e aree frequentate da numerose specie di uccelli. È una camminata completamente diversa da quella costiera classica e particolarmente interessante in autunno, quando l'area torna protagonista anche per i movimenti dell'avifauna.
La riserva è visitabile durante tutto l'anno, ma l'accesso avviene accompagnati dalle guide e con prenotazione obbligatoria. Prima di organizzare la giornata conviene quindi verificare orari e disponibilità sulla pagina ufficiale WWF delle Cesine.
2. Porto Selvaggio e Palude del Capitano
Sul versante ionico, Porto Selvaggio resta uno dei luoghi più adatti a chi vuole unire cammino, bosco e mare. I sentieri attraversano la pineta e conducono verso la baia, le aree rocciose e la piana della Lea.
Tra gli itinerari promossi dal Comune di Nardò c'è anche un percorso circolare di circa 7 chilometri nel cuore di Porto Selvaggio, su fondo sterrato e in parte sabbioso. Sempre nella stessa area si può camminare verso la Palude del Capitano, seguendo tracciati costieri legati anche alle antiche vie del sale.
È uno dei percorsi che meglio cambia volto rispetto all'estate: senza le temperature più alte, il bosco e la costa diventano molto più piacevoli da esplorare a piedi. Informazioni e iniziative sono pubblicate anche nella sezione Nardò Experience.
3. Il Sentiero delle Cipolliane tra il Ciolo e Novaglie
Nel Capo di Leuca c'è uno dei tratti più riconoscibili del trekking salentino. Il Sentiero delle Cipolliane si sviluppa nell'area compresa tra il Ciolo e Marina di Novaglie, all'interno del Parco Naturale Regionale Costa Otranto-Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase.
Qui il paesaggio è quello della costa alta: falesie, pietra, macchia mediterranea, pajare e grotte che si aprono verso il mare. È un itinerario che restituisce un'immagine del Salento molto lontana dalle spiagge sabbiose più conosciute.
Prima di partire è opportuno controllare condizioni del sentiero e meteo, soprattutto dopo giornate di pioggia o vento forte.
4. Le Vie del Sale di Corsano
Sempre nel basso Salento, a Corsano, le cosiddette Vie del Sale raccontano un pezzo di storia del territorio. Sono antichi tratturi che collegavano l'entroterra alla costa e che venivano utilizzati per gli spostamenti legati anche alla raccolta e al trasporto del sale.
Oggi questi tracciati sono diventati percorsi escursionistici tra muretti a secco, macchia mediterranea e scorci sull'Adriatico. Il valore della passeggiata non è soltanto paesaggistico: lungo il cammino si leggono ancora le tracce del rapporto tra le comunità locali e una costa che per secoli è stata luogo di lavoro prima ancora che di turismo.
5. La Vecchia Ferrovia di Corsano
Corsano offre anche un secondo itinerario molto particolare: quello della Vecchia Ferrovia. Il percorso segue parti di un antico tracciato ferroviario ormai dismesso e consente di attraversare campagne, macchia mediterranea e opere legate alla vecchia infrastruttura.
È una delle proposte più interessanti per chi cerca una passeggiata nella quale natura e memoria del territorio si sovrappongono. Può essere abbinata alle Vie del Sale per costruire una giornata interamente dedicata a questa porzione del Capo di Leuca.
6. Torre Nasparo e Bosco Le Chiuse a Tiggiano
Nel territorio di Tiggiano il cammino può partire dall'area di Torre Nasparo, una delle torri costiere cinquecentesche che dominano l'Adriatico salentino, e proseguire verso le zone interne e il Bosco Le Chiuse.
Il contrasto è il vero punto di forza: da una parte la costa alta e il mare aperto, dall'altra un ambiente vegetale caratterizzato anche dalla presenza di lecci e querce vallonee. È un percorso da scegliere se si vuole alternare panorama costiero e paesaggio rurale.
7. Da Otranto verso Porto Badisco, lungo i sentieri del Parco
L'ultima proposta non è un singolo sentiero, ma un'intera area da esplorare a piedi. Tra Otranto e Porto Badisco il Parco Naturale Regionale offre numerosi percorsi naturalistici.
Tra quelli segnalati dal Parco ci sono il Sentiero Cava di Bauxite-Punta Palascia, il Sentiero Torre Sant'Emiliano-Porto Badisco e il percorso Porto Badisco-Costa delle Èrgate. Nella stessa zona transitano inoltre itinerari più lunghi come il Cammino del Salento e la Via Francigena del Sud.
È probabilmente la scelta migliore per chi vuole costruire il percorso in base al tempo disponibile, scegliendo tra fari, torri costiere, falesie e insenature. L'elenco delle località e dei sentieri è consultabile sul sito ufficiale del Parco Otranto-Leuca.
Perché l'autunno è il momento giusto per camminare nel Salento
In estate molti di questi percorsi possono diventare impegnativi nelle ore più calde. In autunno le temperature più miti permettono invece di affrontare le camminate con maggiore tranquillità e di dedicare più tempo al paesaggio.
Resta comunque importante partire preparati: scarpe adatte al fondo, acqua, telefono carico e controllo delle condizioni meteo sono indispensabili. Nei percorsi più isolati o poco conosciuti è preferibile affidarsi a una guida escursionistica o verificare preventivamente lo stato dei sentieri.
Dal mare ai boschi: il Salento fuori stagione
Le Cesine, Porto Selvaggio, il Ciolo, Corsano, Tiggiano e la costa tra Otranto e Porto Badisco raccontano un Salento che non finisce con la stagione balneare.
Camminarlo in autunno significa scoprire quanto siano vicini tra loro ambienti completamente differenti: zone umide, boschi, falesie, campagne, antiche infrastrutture e vie utilizzate per secoli dalle comunità locali.


