header logo

Alla vigilia di Napoli-Lecce, Il Mattino ha intervistato il responsabile dell’area tecnica giallorossa Pantaleo Corvino, che è tornato a parlare di Antonio Conte e di quando, da giovanissimo, lo convinse a giocare nel Lecce. Il dirigente salentino ha raccontato alcuni aneddoti che risalgono agli inizi della carriera dell’attuale tecnico del Napoli, ma anche episodi più recenti.

«Convinsi a fatica il papà di Antonio, Cosimino, a portarlo con me. Non voleva: era convinto che, giocando a calcio, avrebbe avuto meno tempo per studiare».

Corvino ricorda poi cosa lo colpì maggiormente nel giovane Conte:

«A quell’età ti colpiscono o il gesto tecnico o la personalità. Lui aveva tutto, ma soprattutto dinamismo e intensità. Per costruire i grattacieli non servono soltanto gli architetti: serve anche tutta la manodopera che lavora intorno».

Il dirigente racconta anche un retroscena legato al possibile ritorno di Conte a Lecce per chiudere la carriera da calciatore, un’ipotesi che però non si concretizzò nonostante un accordo già firmato:

«Avevamo firmato il contratto a Milano. Lui avrebbe addirittura devoluto l’ingaggio in beneficenza. Poi però notò una contestazione a Lecce e decise di lasciar perdere».

Infine, Corvino si sofferma sulla sfida imminente tra Napoli e Lecce:

«È come una corazzata contro un cacciatorpediniere. Noi abbiamo 27 punti: lo scorso anno con 31 ci si salvava. La salvezza è ancora lontanissima e, a pensarci, mi vengono i brividi».

Un passaggio anche su Tiago Gabriel, accostato al Napoli, del quale lui stesso aveva parlato qualche giorno fa:

«È ancora troppo presto. Pensiamo al presente, non al futuro».

Verso Napoli-Lecce: affaticamento muscolare per Gallo
Weekend speciale per il Trepuzzi Rugby: l’Under 14 tra Olimpico e vittoria sul campo