Il Lecce è il peggior attacco dell'Europa che conta
I giallorossi producono poco e segnano ancora meno: la situazione davanti è davvero grave
21 reti segnate. L’ultima da Jamil Siebert al terzo minuto di Napoli-Lecce. Da quel momento in poi niente di niente, tantissima fatica ad avvicinarsi nei pressi della porta avversaria e soltanto due altre grandi occasioni in più di ‘350 minuti di gioco: quella di Santiago Pierotti contro la Roma e quella di Nikola Stulic contro il Bologna. Entrambe cestinate per imprecisione e bravura degli avversari.
Aspettando il gol
In Serie A anche le ultimissime Verona e Pisa hanno fatto meglio e pure il così bistrattato Parma ha segnato più del Lecce, con 23 reti all’attivo, 36 punti in saccoccia ed una salvezza ormai acquisita.
Il Lecce, invece, come detto, di reti ne ha segnate solo 21. 21 gol e ultimo posto degli attaccanti anche nei top 5 campionati europei, quelli con i quali di solito si fa il paragone per livello di difficoltà e qualità degli avversari. I tifosi giallorossi, dunque, sono quelli che hanno esultato di meno tra Serie A, Bundesliga, Liga, Premier Ligue e Ligue 1 e le colpe sono da suddividere tra tutti, non solo agli attaccanti.

Più della metà delle partite senza gol
Il Lecce produce poco e questo si riflette in un dato emblematico: in 17 partite su 32 i giallorossi non hanno trovato la via del gol. Troppe. Quasi tutte contro le prime 10 della classifica, contro le quali i salentini hanno ottenuto soltanto due punti. Il Lecce non segna, non recupera dallo svantaggio ( lo ha fatto solo all’andata contro i felsinei grazie al gol allo scadere di Camarda ) e non mette i suoi attaccanti nella condizione di segnare, seppur poi pure questi non riescano a realizzare le poche occasioni da rete a loro disposizione. La speranza è che negli scontri diretti cambi qualcosa come è stato in passato in questo campionato. Ma chi di speranza vive…
Cosa fare adesso?
Adesso il calendario si apre ed, eccetto per la sfida contro la Juventus prevista per la terzultima giornata, diventa fattibile. A patto che i giallorossi scendano in campo con un altro atteggiamento ed una differente garra. Ora non contano schemi ed idee offensive. Non a 6 giornate dalla fine.
Falcone e compagni devono compattarsi, dimostrarsi blocco unico e trascinare anche il popolo giallorosso, deluso dal rendimento dell’ultimo mese. Calendario ed assenze hanno certamente pesato ma non devono rappresentare delle scusanti. Per salvarsi e vincere le partite bisogna fare gol. Anche se si è il peggior attacco d’Europa.

