L'amore tra Italo Mattioli ed il Lecce non è mai finito. E non vive solo di ricordi
L'ex attaccante della Primavera è stato nostro ospite ieri durante PL Night Show
Ieri pomeriggio abbiamo avuto il piacere di ospitare Italo Mattioli, ex attaccante del Lecce nei primi anni del 2000, durante una puntata dell’appuntamento del giovedì alle ore 19 di PL Night Show.
Dal campo alla scrivania
L’ex centravanti napoletano, dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, è passato dall’altra parte e lavora con i giovani. Grazie alla Pasquale Foggia Academy, una società sportiva dilettantistica di Napoli, scova talenti da consigliare poi ai club professionistici ed il Lecce per lui ha sempre la precedenza.
Da questo rapporto nato grazie alla stima reciproca con Pantaleo Corvino e Checco D'Amblé sono arrivati Cafasso, Vitale, Esposito, Buoncammino, Zito e tanti altri ragazzi che stanno facendo la fortuna di Primavera e selezioni giovanili giallorosse.

I due gioiellini della Primavera
Ieri Mattioli ha parlato di Leopoldo Vitale, numero 10 della Formazione di mister Schipa, raccontandolo come un ragazzo tutto estro e fantasia, pronto a fare la differenza in Primavera 1 dopo la breve esperienza a Potenza, e di Pasquale Esposito, un attaccante che vede la porta ma che deve migliorare nel numero di occasioni trasformate poi in rete.
Lecce primo amore
Ha definito Lecce il primo amore. Ed il primo amore, si sa, non si scorda mai. Con la piazza salentina ha compiuto un viaggio fantastico, indimenticabile, che ricorda sempre con affetto e gli occhi che brillano. Grazie a questo club ha vinto due titoli consecutivi con la Primavera di Robertino Rizzo, una banda di ragazzini terribili guidati da un condottiero pronto a tutto per i suoi ragazzi, ed ha esordito in Serie A al Delle Alpi contro la Juventus. Emozioni indelebili che nemmeno il tempo riesce a cancellare.
Ha detto di tornare spesso al Lecce e non solo per proporre ragazzi alla società giallorossa. Qui ha tanti amici e qui ad attenderlo ci sono ricordi felici di un passato che non torna ma che ha comunque lasciato il segno nella sua vita.
Adesso l’unico consiglio che sente di dare ai ragazzi è quello di pensare soltanto al campo, senza farsi distrarre da promesse o da false speranze. Soltanto il duro lavoro paga, ma impegnandosi i risultati arrivano ed insieme a loro anche le soddisfazioni.

