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Al Lecce di Eusebio Di Francesco, almeno fino ad oggi, è mancato il colpaccio. Quella vittoria capace di cambiare la percezione di una stagione e di lasciare un segno contro una delle grandi del campionato.

Analizzando il rendimento dei giallorossi contro le prime sei della Serie A, il bilancio racconta di sole sconfitte e di un unico pareggio, quello conquistato all’andata contro la Juventus. Per il resto, zero punti contro squadre come Napoli, Inter e Milan, nonostante in più occasioni il Lecce abbia offerto prestazioni convincenti.

È proprio questo il dato che lascia aperta una riflessione: la squadra raramente ha dato l’impressione di essere travolta dalle big, ma quasi sempre è mancato qualcosa nei dettagli, nella gestione degli episodi o nella convinzione di poter davvero portare a casa il risultato.

Contro il Napoli, ad esempio, il Lecce ha disputato due partite competitive, restando dentro la gara per lunghi tratti. Lo stesso è accaduto contro il Milan e contro l’Inter, sfide in cui i giallorossi hanno saputo reggere ritmo e intensità, senza però riuscire a trasformare le buone prestazioni in punti.

Un discorso che Di Francesco ha affrontato anche dopo l’ultima gara, sottolineando come la squadra debba crescere soprattutto nella consapevolezza mentale contro le grandi squadre.

Situazioni particolari. La squadra ha fatto ottime prestazioni. Guardiamo anche i due match con il Napoli, all’andata abbiamo sbagliato e dopo cinque minuti fa gol Anguissa. Ci dobbiamo credere di più con le grandi, avere più consapevolezza ed ora provare a dare continuità di risultati. Dobbiamo dimostrare di potercela giocare alla grande anche contro le big, anche perché tante volte le prestazioni ci sono state.

Le parole del tecnico fotografano bene una delle caratteristiche della stagione del Lecce: una squadra spesso organizzata, viva e competitiva, ma che contro le formazioni di vertice non è ancora riuscita a trovare quell’episodio capace di cambiare inerzia e classifica.

Anche perché, in un campionato equilibrato e duro come la Serie A, spesso la salvezza passa pure da un risultato inatteso contro una grande. Quel tipo di vittoria che sposta entusiasmo, autostima e percezione esterna.

Il Lecce, invece, ha costruito il proprio percorso soprattutto negli scontri diretti e nelle gare contro squadre di fascia media o bassa. Una scelta quasi obbligata per una squadra che, per struttura e risorse, non può realisticamente pensare di fare campionato sulle vittorie contro le corazzate.

Resta però il dato: contro le big il Lecce è andato vicino, ha giocato, ha resistito, ma non ha ancora colpito davvero.

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