Corsa salvezza, il calendario dice tutto: Lecce tra picchi rossi e scontri diretti
Dodici giornate ancora da giocare: confronto turno per turno con Cremonese, Fiorentina, Torino e Genoa. Per i giallorossi il margine passa dagli incroci diretti e dalla capacità di limitare i danni contro le big
La classifica dopo 26 giornate mette la corsa salvezza su un crinale sottile. Lecce, Cremonese e Fiorentina sono appaiate a 24 punti, Torino e Genoa stanno poco sopra a 27: numeri che certificano un equilibrio in cui ogni turno può spostare il baricentro della lotta. Da qui l’utilità di un confronto “a calendario”, partita per partita, per capire dove si concentrano gli ostacoli maggiori e dove, invece, ci sono finestre da sfruttare.
La tabella qui sotto sintetizza le prossime dodici giornate delle cinque squadre coinvolte, con un semaforo (verde, arancio, rosso) costruito sulla fascia di classifica dell’avversario e sul contesto (big/top 6 e trasferte di alto livello in rosso; gare equilibrate in arancio; incroci più abbordabili o scontri diretti gestibili in verde). Nel conteggio, anche il Como viene considerato avversario “rosso” perché stabilmente in zona alta.
Il punto di partenza: cosa racconta il calendario del Lecce
Il Lecce è la squadra che, dentro queste dodici giornate, presenta una sequenza di picchi rossi molto chiara: Como, Napoli, Roma, Atalanta e Juventus. In altre parole, il calendario chiede ai giallorossi non solo di fare punti dove “si deve”, ma anche di sopravvivere a una serie di partite in cui, sulla carta, il divario tecnico e di classifica è marcato. È un passaggio determinante perché, in una corsa salvezza così corta, i turni rossi rischiano di diventare zavorra se arrivano tutti concentrati senza compensazione immediata.
Lecce: dove passa la salvezza (e quali sono i turni chiave)
La lettura, però, non è solo “quanti rossi”. La salvezza, spesso, non si costruisce battendo le big, ma massimizzando gli scontri diretti e riducendo al minimo le giornate a zero punti quando il calendario si fa proibitivo.
Lo snodo immediato: Como e poi lo scontro diretto con la Cremonese
Aprire con Como (rosso) significa entrare subito in modalità “gestione danni”: anche un pareggio, in ottica calendario, avrebbe un peso specifico alto. Subito dopo, Lecce–Cremonese è il primo vero spartiacque: uno scontro diretto che vale doppio, perché può togliere punti a una rivale diretta e allo stesso tempo dare ossigeno prima della doppia trasferta rossa a Napoli e Roma.
La doppia trasferta rossa: Napoli e Roma
Qui il Lecce rischia di pagare il prezzo più alto. È il blocco dove “fare risultato” è un plus e non un obbligo, ma dove diventa fondamentale non perdere terreno dalle concorrenti: se in quelle stesse giornate le altre raccolgono punti in match verdi o arancio, il gap può aprirsi. Il calendario, infatti, mostra che alcune rivali hanno nello stesso periodo partite più gestibili.
Il trittico centrale: Atalanta, Bologna, Fiorentina
Dopo Napoli e Roma arriva un’altra vetta rossa (Atalanta), poi Bologna (arancio) e lo scontro con la Fiorentina (arancio). È un segmento in cui il Lecce deve “fare cassa” almeno nelle partite non rosse, perché da lì in avanti si prepara il rush finale. Il match con la Fiorentina, in particolare, è un’altra partita a peso specifico: non è solo un confronto di classifica, è anche la gara che può indirizzare la gestione psicologica e numerica dell’ultima parte di stagione.
La finestra verde che non si può sprecare: Verona e Pisa
Verona e Pisa sono le due opportunità più evidenti. In una corsa salvezza, questi sono i turni in cui devi portare a casa punti con continuità. Se il Lecce riesce ad arrivarci ancora “in scia” alle altre, quella doppia finestra può diventare il vero motore della rimonta o del sorpasso.
Il finale: Juventus, Sassuolo e Genoa
La Juventus è un altro rosso pesante. Subito dopo, Sassuolo in verde può rappresentare il contraccolpo perfetto per rialzarsi. E poi c’è Lecce–Genoa: potenzialmente una partita che può valere la permanenza. Arrivarci con margine, o arrivarci obbligati a vincere, fa tutta la differenza del mondo.
Le rivali: chi rischia di più, turno per turno
Cremonese
Ha un calendario “a onde”: picchi rossi evidenti (Milan e Napoli, Como) alternati a una serie di gare dove può fare punti (Parma, Pisa). Il rischio per il Lecce è che la Cremonese, pur inciampando con le grandi, riesca a tenere una media punti regolare nei turni gestibili.
Fiorentina
È quella che incrocia più big: Inter, Roma, Juventus, Atalanta. Questo può diventare un freno naturale. Però ha anche diverse partite arancio/verde in cui può costruire continuità. Per il Lecce, lo scontro diretto al Via del Mare diventa un passaggio decisivo: lì puoi incidere direttamente sul suo percorso.
Torino
Calendario duro nella parte finale: Inter e Juventus, più Milan e Napoli. Il Torino però ha anche diversi turni dove “non può sbagliare” (Parma, Pisa, Verona, Sassuolo). Il rischio è che, essendo già a 27, possa gestire meglio gli urti e restare sopra la linea anche senza fare exploit.
Genoa
È la squadra con la densità più alta di rossi: Inter, Roma, Juventus, Atalanta, Milan e Como. Tradotto: se il Genoa non sfrutta i pochi turni più morbidi, può essere risucchiato. Per il Lecce è una buona notizia, ma solo se i giallorossi capitalizzano le proprie finestre verdi e arrivano allo scontro diretto finale in condizione di giocarsela.
La lettura complessiva: chi è più esposto
Guardando la tabella, il Genoa sembra quello con il percorso più “proibitivo” per frequenza di rossi. La Fiorentina paga la qualità degli avversari top nel finale. Il Torino ha una combinazione di big e gare-trappola che può far perdere punti senza rumore. La Cremonese è quella che, paradossalmente, può costruire la sua salvezza nei turni medi se non si fa travolgere dai picchi.
E il Lecce? È la squadra che deve convivere con una sequenza di rossi concentrati, ma ha anche due elementi che possono cambiare la stagione: gli scontri diretti in casa (Cremonese, Fiorentina, Genoa) e la doppia finestra verde con Verona e Pisa. Se il Lecce fa punti lì, allora i rossi diventano “ammortizzabili”. Se invece spreca i turni favorevoli, ogni partita rossa rischia di trasformarsi in una scossa negativa sulla classifica e sul morale.
Il piano salvezza del Lecce
Il ragionamento, attorno al Lecce, è semplice e spietato: limitare i danni nei rossi, essere chirurgici negli scontri diretti, fare bottino pieno nei verdi. La corsa salvezza non si vince con un’impresa isolata, ma con una sequenza di scelte corrette nelle partite “giuste”. Il calendario dice che il Lecce avrà le sue occasioni, ma non saranno infinite. E, soprattutto, dice che il margine passa dal Via del Mare: lì si gioca la parte più importante della permanenza.
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